Cultura
(letteratura, scienza, arte, religioni, ateoagnosticismo, anticlericalismo etc.)
commenti, contributi e opinioni
kynoos@jadawin.info
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Un discorso sulla cultura sarebbe lungo. I più "vecchi" tra voi ricorderanno senz’altro che nell’estrema sinistra, negli anni ‘70, si parlava di CULTURA BORGHESE e CULTURA PROLETARIA. Beh, era una scemenza, ed io non ne parlerò affatto. Per me c’è solo la cultura, tutta. Le valutazioni le faccio dopo averne partecipato. Tutto, in letteratura e nell'arte, può essere interessante. Anche i romanzi rosa sono cultura. Liala, Wilbur Smith, Michel Crichton, Stephen King, John Forsyte, Carolina Invernizzo, Diabolik, Tex, Corto Maltese, Linus, Ernest Hemingway, Herman Hesse, Topolino, Paperino.......cultura! Ognuno fa la scelta di lettura che più gli aggrada, a seconda dei gusti del momento. Non penso sia giusto avere preconcetti nei confronti di alcuna corrente artistica. Una cosa mi preme, però: che si legga, si scriva e si parli italiano corretto. Cosa alquanto rara, di questi tempi. E, naturalmente, sono favorevole a che si diffonda sempre di più una lingua che aiuti tutte le persone del mondo a capirsi, come potrebbe essere l’esperanto, o che se ne inventi una completamente nuova.
Cercherò di riempire questa pagina, per quanto mi è possibile, con notizie varie di cultura, commenti, articoli dalla stampa e dal web. Anche in questa pagina rientreranno argomenti quali l'ateismo, l'agnosticismo, l'anticlericalismo, la critica alle religioni*
*a volte mi trovo in difficoltà nel decidere in quale pagina inserire un testo....
Scienziata, matematica, donna coltissima, antesignana del progresso scientifico e dell'emancipazione femminile, fu uccisa ad Alessandria dal furore dell'intolleranza cristiana. Ascolta una puntata ricostruita dal programma di Radio3 "la storia in giallo" trasmessa il 17/10/2009 dc con un'intervista allo scrittore Adriano Petta da qui (è necessario real-player o programma compatibile).

Dal sito di Radio 3:
http://www.radio.rai.it/radio3/lastoriaingiallo/view.cfm?Q_EV_ID=300052
Nacque ad Alessandria d'Egitto intorno al 370 dc, figlia del matematico Teone. Filosofa, scienziata, astronoma e musicologa, Ipazia fu trucidata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso.
L'assassinio si consumò in un'epoca di ripudio della cultura e della scienza che già molto tempo prima della sua nascita portò alla distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina (sembra contenesse 500.000 volumi) e poi al saccheggio della biblioteca di Serapide.
Ipazia - come scrive Margherita Hack - rappresenta il simbolo dell'amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatta grande la civiltà ellenica. Dei suoi scritti non è rimasto niente; sono rimaste invece le lettere di Sinesio che la consultava a proposito della costruzione di un astrolabio e un idroscopio.
L'intervista di oggi è con Adriano Petta, autore con Antonino Colavito del libro "Ipazia. Scienziata Alessandrina", La Lepre Edizioni.
La voce di Ipazia e' quella di Emanuela Rossi.
la Filosofia Nuda
di
Emmanuelle Arsan
La scrittrice thailandese Marayat Bibidh, con lo pseudonimo di Emmanuelle Arsan, ebbe enorme successo negli anni '60 con i romanzi fortemente erotici Emmanuelle e L'Antivergine, che dettero il via a una numerosa serie di imitazioni "numerate" (Emmanuelle 3, Emmanuelle 4 e così via). Ai libri seguirono i film. Fu per reagire all'interpretazione del suo libro nel film Emmanuelle con Silvya Kristel che la scrittrice pubblicò nel 1975 il romanzo Laure, di cui realizzò ed interpretò lei stessa il relativo film. Ma la produzione di film con il nome della sua eroina non ebbe sosta per tutti gli anni '70, e nelle combinazioni e situazioni più fantasiose.
Negli anni '70 l'Arsan scrisse la rubrica "La filosofia nuda di Emmanuelle Arsan" sul mensile maschile Playman, nella quale ebbe modo di analizzare molti aspetti della società contemporanea e di esprimere intensamente la sua visione del mondo e delle relazioni tra le persone (senza distinzioni di sessi e di gusti).
Ecco come ne parla il sito http://www.raccontiepoesie.org (le correzioni in rosso sono mie, nonché la modifica in corsivo dei titoli di libri e film)
***

Emmanuelle Arsan, pseudonimo di Marayat Bibidh nata a Bangkok nel 1932, è una scrittrice thailandese naturalizzata francese.
All'età di 16 anni Marayat Bibidh venne costretta a sposare Louis-Jacques Rollet-Andriane, un diplomatico francese dell'Unesco.
Negli anni '60, con lo pseudonimo di Emmanuelle Arsan, Marayat scrisse un romanzo erotico dal titolo Emmanuelle, che in breve diventò un successo vendendo ben 19 milioni di copie in tutto il mondo.
In seguito all'uscita del film Emmanuelle, tratto dal suo libro, la scrittrice diresse il film Laure (1975) che parla delle scoperte sessuali di una giovane ragazza chiamata Laure.
La stessa scrittrice è apparsa, accreditata col nome Marayat Andriane, nel film Quelli della San Pablo (1966) e nell'episodio Turn of a Card della serie tv La grande vallata.
La popolarità dell'Arsan iniziò nel 1957 quando Eric Losfeld ricevette da Bangkok un manoscritto abbastanza voluminoso intitolato Emmanuelle. Questo manoscritto comprendeva in effetti il testo dei due libri che Losfeld poi pubblicò con i titoli Emmanuelle e L'Anti-vergine.
A causa della censura di quegli anni l'editore dovette aggirare numerosi ostacoli per la pubblicazione del primo libro che uscì comunque in forma anonima e nei circuiti clandestini. Per questi motivi e per non rischiare troppo sotto l'aspetto finanziario egli pubblicò solamente la prima parte del manoscritto in suo possesso.
Solo dopo che André Breton segnalò il romanzo in prima pagina sulla rivista Arts e André Pieyre di Mandiargues scrisse un articolo su Nouvelle revue française sottolineando l'originalità del romanzo rispetto a quelli che fino ad allora avevano trattato il tema dell'erotismo, il romanzo uscì dalla clandestinità. Erano trascorsi quasi dieci anni quando nel primo trimestre del 1968 il libro conobbe la sua seconda edizione, questa volta con la sigla dell'editore e lo pseudonimo dell'autrice.
Nonostante il periodo di liberalizzazione però il romanzo
subì diversi attacchi da parte della censura e,
sia per proteggere la carriera del marito ed una certa volontà
di circondarla con un alone di mistero, la vera identità dell'autrice venne
rivelata solo diversi anni più tardi. Ancora oggi le informazioni sull'Arsan
sono scarne e contraddittorie: alcune fonti datano la sua nascita al 1940.
Nel numero 96 della rivista di cinema Positif,
di cui Losfeld era l'editore,
venne pubblicata una foto della giovane Arsan e questo testo destinato ad
illustrare il suo vero nome: Marayat Andriane.
"La si ama a nudo, è bella, pratica l'arte senza velo, in
una parola è l'anti-vergine. La sua carriera è strana. Nata a Bangkok nel 1940,
è venuta a vivere molto presto in Europa, sposa all'età di sedici anni un
diplomatico francese andando a vivere nei diversi Paesi dove il marito viene
chiamato. Questa è lei che ci ammalia, più di Candice Bergen, nel film "La
Canonnière du Yang-tsé " (Quelli della San Pablo) di Robert Wise,
dove con cui
fece il suo esordio sullo schermo. Non scrisse lei la sceneggiatura ed i suoi
"giochi" restarono ahimè del tutto innocenti."
La prima e l'ultima frase, per la loro ambiguità, fanno allusione ai due romanzi, ma il comune lettore del 1968 non poteva comprenderlo, a meno che avesse notato in L'Anti-vergine, che venne pubblicato alcuni mesi dopo, una frase in cui si dice che "si può riconoscere Emmanuelle in Marayât".
Emmanuelle si fece complice di queste rivelazioni quando nel 1973 venne pubblicato il romanzo di Théo Lésoualc'h: Marayat che racconta l'avventura largamente autobiografica e fortemente sessuale che l'autore ebbe a Bangkok con lei. Si parlò di questo libro nel Magazine littéraire del dicembre 1973 in un articolo ne L'Hypothèse d'Eros che cominciava con queste parole: "L'argomento è Théo Lesoualc'h. Lo specchio è Marayat. Uno e l'altro esistono: ho assistito alla loro copula. Ne potrei parlare, dunque. Non lo farò. È utile conoscere un sogno; ma la realtà che un altro ha fatto di questo sogno, no".
Negli anni successivi Emmanuelle scrisse numerosi romanzi a tema fortemente sessuale per quegli anni, e numerosi furono il film che vennero prodotti basandosi sui suoi romanzi.
***
Interessante anche questa lunga analisi in http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2006/07/27/viaggio-al-centro-delleros/ . Le correzioni in rosso e alcuni corsivi sono miei. Il testo selezionato e qui riportato è la parte che parla della Arsan.
***
Viaggio al centro dell'eros
27 Luglio 2006 dc
Emmanuelle e le donne segrete
di Antonella Lattanzi
L’edizione di Emmanuelle che ho scovato nella libreria Libri di ieri di San Lorenzo assomiglia a quella del Giovane Holden. Spoglia, nuda, cruda, non riporta nomi di autori né di editori. È bianca, un bianco ingiallito dal tempo, è anonima, quasi fosse il testamento di un anarchico. Sulle bandelle, nulla. In quarta, ancora nulla. In copertina, solo il titolo, vergato in grossi caratteri neri e rossi: Emmanuelle, e nient’altro.
Il libraio me ne ha parlato a lungo.
Questo libro sembra infatti ricoprire un ruolo fondamentale nella storia della letteratura erotica.
L’ho letto tutto in un giorno di un caldo ottuso, focoso, a Roma.
Un tal caldo che mi sembrava di morire affogata nelle sabbie del deserto.
Dopo il romanzo, ho studiato a lungo la nota, in fondo al testo, in cui il critico Paul Louis Thirard parlava di quest’opera come di un prodotto “sotto il mantello”, illegale, senza padrone e senza editore. Conclusa la nota, ho reperito quante più notizie possibili sull’autore, sul testo, sulla storia letteraria e umana degli anni Sessanta, perché evidentemente volevo saperne di più.
Il teso di Tirhard è stato scritto a circa un paio d’anni dalla prima pubblicazione del romanzo, avvenuta nel 1967.
Si era ancora lontani dal successo mondiale di Emmanuelle, che vide quest’opera tradotta in circa venti lingue, almeno due fumetti d’autore – Guido Crepax trasformò questo libro, come anche l’Histoire d’O, in una maestosa opera grafica – e almeno un film.
Dicono che Emmanuelle abbia interpretato quella rivoluzione sessuale che, muovendo dagli anni Sessanta, è in atto ancora oggi. Dicono che tra i maggiori pregi di questo romanzo ci sia quello di parlare, di raccontare di sesso senza volgarità e di emancipare il discorso sessuale da un mero atto di procreazione a una libera affermazione di sé. Una nuova visione del sesso come piacere personale, quindi, e anche come atto di socializzazione.
Scrive a proposito Graziano Benelli:
All’interno del fenomeno della letteratura di massa (di consumo), il romanzo erotico contemporaneo appare con un certo ritardo, e solo quando l’interesse (il mercato) relativo agli altri « generi » viene a saturarsi. Certo, il romanzo erotico non è un « genere » qualsiasi; deve far i conti con tabù secolari, col perbenismo cattolico e laico, con le varie censure istituzionali e mentali. Ma, intorno agli anni sessanta, esso può avvantaggiarsi, in Francia più che altrove, della nuova immagine che hanno assunto concetti come sessualità, erotismo, alla luce degli studi della psicanalisi, della sessuologia, della sociologia. I tabù (linguistici) cominciano a cadere, specialmente in una società relativamente libertaria come quella francese; e poi certe pubblicazioni, un tempo strettamente riservate ai locali di Pigalle, hanno in un certo senso svolto un ruolo d’avanguardia, e anch’esse contribuito a far sorgere, anche per il genere erotico, un pubblico (relativamente) di massa. Così Emmanuelle (1967) è un successo straordinario, che investe non solo il romanzo di consumo nel suo insieme, ma l’intera società francese: diventa un fatto di cronaca, di morale, di cultura. E ciò che più conta (ai nostri fini), un fatto di moda, un(a) mod(a)ello da coltivare, imitare, riprodurre all’infinito. Il personaggio di Emmanuelle acquista in poco tempo la stessa notorietà di Arsène Lupin, di Maigret, di Asterix; si pubblicano nuove avventure (L’antivierge, Nouvelles de l’Erosphère, Hypothèse d’Eros, Les enfants d’Emmanuelle), che altro non sono se non la continuazinne (l’iterazione) di quella iniziale, a testimonianza della immortalità della nuova eroina. Il personaggio (Emmanuelle) arriva anche a confondersi con l’autore (Emmanuelle Arsan), a tutto vantaggio del mito e del mercato.1(nel sito non si trova traccia di questa nota, né di altre)
All’interno di Emmanuelle, ho scoperto anche brani filosofico-metafisici, che Mario, un personaggio di cultura italiano, pronuncia perché la protagonista, Emmanuelle, appunto, sia erudita su certe questioni fondamentali, sull’erotismo, in fin dei conti, ma non solo. Inoltre, seppur sporadicamente – il romanzo si svolge a Bangkok – il sesso di Emmanuelle si rivolge a enigmatici autoctoni dai falli giganteschi e le movenze rituali.
Per quanto riguarda la trama del primo libro di Emmanuelle Arsan, la storia è presto raccontata: Emmanuelle, diciannovenne neosposa parigina, raggiunge, dopo sei mesi di distacco, il marito, Jean, a Bangkok, dove questi lavora e, dopo essersi da sempre trastullata con il sesso lesbico, o con l’autoerotismo, considerati da lei alquanto naturali, scopre il pluri-sesso – se così posso chiamarlo – fatto anche con gli uomini, e sempre al di fuori del matrimonio. Emmanuelle, ricca giovane avvenente piacevolmente ingenua e ignara di tutto ma comunque avventurosa indagatrice dei piaceri sessuali, si muove con grazia e curiosità, come un’esploratrice, in questo nuovo mondo neo-colonialista, dai confini affettati e fatali, incorrendo, sempre e comunque, in nuove gioie sessuali, da consumare con donne, con uomini – due, i primi amanti di Emmanuelle, già sull’aereo dell’andata – e con se stessa, e da considerare mai tradimenti al marito, ma sempre godibili arricchimenti per entrambi. Estremamente, sfrontatamente lussuriosa, Emmanuelle è nata per il sesso e, nonostante il suo primo amante etero sia proprio Jean, il marito, si dimostra un innato talento in tutto quello che riguarda l’ars amatoria.
A questo primo volume, seguiranno l’Antivierge, Nouvelles de l’Erosphère, Hypothèse d’Eros, Les enfants d’Emmanuelle che, reiterati negli anni, dimostreranno, come ricorda www.eracle.it, l’immortalità di questa giovane protagonista dei sogni sessuali di tanti uomini – e presumibilmente tante donne – nel mondo.
Secondo Thirard, l’opera di Emmanuelle Arsan, autrice di questo romanzo – tanto elitario e introvabile un tempo, quanto popolare oggi – è da considerarsi il terzo passo dell’evoluzione teorizzata dal gesuita S. J. Teilhard de Chardin:
L’umanità è in via d’evoluzione, e dopo la “biosfera” (universo della vita) e la “noosfera” (universo della conoscenza), tappe teilhardiane dell’evoluzione verso Dio, Punto Omega, Emmanuelle inserisce l’Erosfera, universo dell’amore sommo, del massimo godimento fisico, che non è tale, del resto, se non con una adeguata partecipazione mentale, se non seguendo uno sviluppo soddisfacente delle sfere precedenti.2(nel sito non si trova traccia di questa nota, né di altre)
Sarebbe, allora, questo romanzo, una tessera assolutamente necessaria nel compiersi del quadro evolutivo dell’uomo moderno. Personalmente, ho deciso di non pormi, in questo caso, il quesito: mi è piaciuto o non mi è piaciuto Emmanuelle? Ma, piuttosto: riconosco il suo valore storico?, come si è sviluppata la letteratura delle donne, dagli anni Sessanta ad oggi?, quanto è cambiata?
Posso dire con franchezza che Emmanuelle, in tutta la sua finzione (nel significato più stretto del “fingere” latino), in tutta la sua affettazione – ma questa, sono sicura, è una scelta letteraria – è, anche a mio avviso, un romanzo che ha fatto la storia della letteratura erotica, e che di certo per certi versi ha cambiato il modo di intendere questo genere, un tempo “difficile” e aborrito dalla morale comune. Così come fece, per esempio, l’Histoire d’O, scritta, secondo “la leggenda”, a quattro mani, da un uomo e da una donna – uomo l’inventore dell’idea e della scaletta del romanzo, Jean Paulhan, donna la redattrice dell’opera, Pauline Réage, grande scrittrice erotica che lo stesso Paulhan sostenne di aver “scoperto” –. Come l’Histoire d’O, dicevo, sconvolgeva la mentalità del tempo perché riconduceva la donna negli stretti binari della sottomissione sessuale, in questo caso, però, sottomissione desiderata e ricercata – quindi in un certo senso definitivamente “attiva” –, così Emmanuelle sosteneva, predicava, attuava, il sesso per il piacere, il sesso libero, il sesso felice –quindi scevro da tutti i sentimenti e le minacce peccaminose del cristianesimo – ma, allo stesso tempo, un sesso erotico, scritto con “garbo”, libero finanche dall’impiego di terminologie volgari.
Molto meno nera, buia, de L’Histoire d’O, Emmanuelle è una storia felice, leggera, svolazzante come certe gonnelline di donne ingenuamente prorompenti, ammiccante come le loro camicette appena sbottonate, lussorioso come le loro stanze dell’amore, ricco, come le loro case, alto-borghese, come le loro abitudini.
Per certi aspetti, inoltre, Emmanuelle è anche un romanzo fantastico, che descrive, a volte anche con eccessiva dovizia di particolari – come nell’orgia del secondo volume – il sesso, ma che lo colloca in esperienze così avulse dalla realtà da sembrare, esso stesso, una sorta di storiella per bambini un poco più adulti.
...
(parlando di sei racconti di donne, le finaliste di “Babele Carte segrete – Letteratura dal cassetto al teatro. Entra in scena l’eros”, concorso di letteratura erotica femminile organizzato dal regista Mimmo Mongelli e dalla giornalista Alessandra Bianco, la cui manifestazione di chiusura e di premiazione si è tenuta a Bari dal 10 al 16 luglio 2006 presso il Teatro Duse)
Riprendendo il discorso di Emmanuelle, allora, il paragone a questo punto è lampante, chiaro, definito: quanto la scrittura di Emmanuelle Arsan è leggera, frivola, intrisa di sesso giocato e ostentato, tanto quella di queste sei donne è auto-lacerante, introspettiva, tracimante dolore.
In Emmanuelle, come in questi sei racconti, l’erotismo è raccontato senza adozione di parole gergali, volgari, come se, a un tempo, si avesse paura di far scadere il proprio racconto in pornografia, e, nello stesso momento, si volesse però dimostrare in questo modo che il sesso non è volgarità.
Anche se, a mio avviso, la volgarità non è l’uso di parole dirette, gergali, pornografiche – che dir si voglia – perché la mia idea di volgarità è tutt’altra – io credo che volgare sia l’uso gratuito di certe espressioni che, invece, quando adottate per una sorta di realismo, o di necessità nello svolgimento dell’opera, si rivelano necessarie tanto quanto il resto –, credo che una simile scelta “stilistica” sia l’unico punto in comune tra questo erotismo “moderno”, o meglio “contemporaneo”, e quello di Emmanuelle, se si esclude la quasi totale identificazione tra autore e protagonista dell’opera, che avviene tanto nel romanzo del ’67 (l’Arsan divenne, in seguito al successo di questo romanzo, una figura quasi mitica, o mitologica), quanto in questi sei racconti.
Per il resto, l’antitesi è lampante: le scrittrici di “Carte segrete”, per esempio, sembrano non avere bisogno dell’uomo, o meglio, non averne più, ormai, in una presa di coscienza che sa di doloroso e straziante. Queste donne vedono l’uomo come una chimera, nel bene e nel male. Spesso fanno l’amore da sole, ma il loro autoerotismo non è qualcosa di puramente fisico – come invece in Emmanuelle – quanto più l’espressione di un sentimento di rivalutazione, di rivalsa, che, di volta in volta, è l’autocompiacimento, o la dichiarazione di una mancanza, di una frustrazione, di un vuoto, di un dolore acuto, la denuncia, la presa di coscienza di una violenza o, dolcemente, una “dedicata” dichiarazione d’amore.
Le donne di “Carte Segrete”, ancora, non vogliono mai dimostrarsi donnette felici, leggere, pronte a tutto – anche a essere usate, adoperate – ma intendono sottolineare la propria interiorità mediante la parola sessuata, mediante il racconto erotico.
Al contrario, Emmanuelle è una donna che vuole scoprire tutto del sesso, che vuole dedicarsi a quest’arte, che intende darsi a uomini e donne, che vive il tutto senza troppi pensieri, completamente in balia della bella vita, e della scoperta del proprio, come dell’altrui sesso.
In questo, non credo che si possa dar torno o ragione a nessuno.
Non sono qui, ripeto, per stilare giudizi, ma solo per indagare il profondo, per studiare, per scavare all’interno.
La “dolce vita” di Emmanuelle, in fin dei conti, è una vita che non presuppone il pensiero, ma che, dedita all’azione, si diletta nei piaceri del corpo. Perché Emmanuelle può permetterselo. Emanuelle è infatti una donna ricca, giovanissima, che ama follemente una donna vista un giorno solo e che piange per la sua assenza – mi riferisco a Bee, l’”ape” per la cui perdita la protagonista soffre così tanto da parlarne persino al marito – e che non trova il proprio comportamento immorale. Anzi, con la connivenza di Jean, suo marito, Emmanuelle vuole diventare immorale, vuole sperimentare la passione senza veli e senza tabù.
Al contrario, le donne di “Carte segrete” hanno forse già sperimentato troppo, oppure non sperimenteranno mai. Fatto sta che, figlie di una società molto meno aulica, molto meno ricca e opulenta e spensierata di quella di Emmanuelle, cercano disperatamene, con la propria scrittura dolorosa, di affrancarsi dal sesso maschile – di cui, invece, Emmanuelle anela a divenire schiava d’amore -, di autogestirsi, di riconoscere, in prima persona e quindi in maniera globale, la propria elevatissima umanità. Il sesso, in questa accezione, è un sesso quasi esclusivamente romantico, un sesso fatto per amore, solo condito – o addirittura privo – di passione sessuale, un sesso funzionale alla scoperta di sé, un sesso psicologico, com’è spesso quello delle donne. Un erotismo, oserei dire, a tratti antierotico, nel quale la storia riveste un ruolo fondamentale, e nel quale le donne convogliano tutta la propria forza vitale, nel bene e nel male, con tutti gli scossoni, i dubbi, i dondolii di umore, tipici del sesso femminile.
L’”indecenza”, in questa nuova accezione, non è più una chimera da perseguire per la totale e completa liberazione sessuale, ma qualcosa da cui rifuggire, perché si accompagna, per esempio nel racconto di Tinta, a un dolore continuo e persistente, qualcosa che allontani la narratrice dal proprio modo di essere, qualcosa che, gestita da un uomo spesso egoista e indolente e spregiudicatamente insensibile, non riesce più nella propria funzione liberatoria e catartica ma, al contrario, affonda il delicato equilibrio della donna in un pantano di dubbi, angosce, inquietudini, dai quali, per il proprio unico bene, la narratrice stessa – ormai donna autosufficiente – decide di liberarsi una volta per tutte.
E così, mentre Tinta, come altre della sestina vincitrice, termina il proprio racconto con una dolorosa ma decisa asserzione di libertà:
“Lascia pure la luce accesa stasera, amore mio: quando alzerai lo sguardo, io non ci sarò più.”
al contrario, Emmanuelle, estasiata dai piaceri del sesso, felice e spensierata, sempre più giovane man mano che si trova a contatto con il sesso forte, dal cui potere si lascia, entusiasticamente, sopraffare, conclude il suo elogio del piacere, durante un rapporto sessuale con due uomini, un trittico di sesso sfrenato e lussurioso ed estatico e veramente spensierato, così:
“Emmanuelle gridò più forte di quanto non aveva mai gridato, e sentì salirle nella gola il gusto aspro del seme che l’inondava. La sua voce rimbalzava sulle acqua scure, e nessuno avrebbe potuto dire a chi quel grido fosse rivolto:
Amo! Amo! Amo!”
È questo, io credo, il nocciolo della questione. L’erotismo al femminile di “Carte Segrete”, campione, a mio avviso, di tutta una corrente moderna, conclude come ritirandosi in se stesso e annunciando: Uomo, ora non puoi più farmi del male. Io mi basto.
L’erotismo di Emmanuelle, invece, si esplicita all’esterno, offrendosi quanto più può in un grido a metà tra l’esclamazione di gioia e la supplica.
In questi due differenti finali, io credo, sta un enorme scoperta, un importantissimo snodo della letteratura erotica, un’asserzione di dolore e di coraggio, la prima, di felicità e spensieratezza la seconda. L’unità di misura che serve studiare per capire quanto la sessualità femminile sia mutata nel corso del tempo, e con lei tutto l’ordine di valori e di priorità della società in cui viviamo.
Alcuni link per Emmanuelle su internet:
http://www.ciao.it/Emmanuelle_Arsan_E__Opinione_637030
http://www.capital.it/trovacinema/scheda_film.jsp?idContent=116682
Giovedì 7 Maggio 2009 dc:
A proposito
dell'imprecisione e degli errori di
la Repubblica
Come fatto notare altre volte la Repubblica, l'unico quotidiano nazionale che leggo con una certa regolarità, e da cui traggo anche informazioni su mostre ed iniziative culturali, si conferma nei suoi errori, nel suo pressapochismo, nella sua incoerenza.
Ora vi voglio parlare di un ennesimo errore.
Nel numero di Giovedì 4 Maggio 2009 dc, nella pagina XI della parte Milano, si parla del bouldering, ovvero di una recente (recente solo per l'attuale notorietà, in realtà è nata negli anni '70 in Valtellina) variante dell'arrampicata, che invece di svolgersi su estese pareti viene esercitata su massi di varie dimensioni.
Il nome della manifestazione di cui si parla è Melloblocco, raduno nato nel 2004 dc, e che svolge la sua sesta edizione da oggi fino a domenica 10 Maggio in Val di Mello, appunto. La Val di Mello è una valle secondaria della Valtellina (che chissà perché si scrive così invece di Val Tellina...), una grande valle che si snoda pressappoco da ovest a est, guardandola dalla fine, dalle propaggini settentrionali del lago Lario (comunemente inteso e fascisticamente e ufficialmente ri-denominato Lago di Como), passando per Sondrio per poi piegare verso nord-est fino a Bormio e poi decisamente a nord verso Livigno.
Ora, già in una didascalia tra l'articolo e le foto, dal titolo DOVE, si scrive che "L'area...si estende in varie località di Val Masino".
Un primo errore è che si scrive "della Val Masino" e non "di Val Masino". A meno che esista il comune denominato Val Masino...(ma non ho indagato su questo aspetto).
Un secondo appunto da fare è questo: allora, la manifestazione si svolge in Val di Mello o in Val Masino?
Il terzo errore, ancora più incredibile, è rappresentato dalla cartina presente: nella cartina, lungo l'asse orizzontale della Val Tellina e nella parte meridionale della stessa c'è la scritta "Val di Mello" (dove, semmai, ci doveva stare "Valtellina")!
Nella cartina però non compaiono le scritte indicanti la Val Masino e, nella giusta posizione, quella appunto della Val di Mello.
È vero che i nomi di luoghi geografici, e la stessa terminologia usata, sono invenzioni e convenzioni della specie umana e che alle valli stesse non importa alcunché né di essere considerate come tali né di essere nominate in un modo o nell'altro ma, dico io, se le convenzioni ci sono rispettiamole, nei limiti del buon senso e della precisione.
I precisissimi romani (suppongo) di la Repubblica, comunque, dimostrano ancora una volta la mediocre qualità del loro lavoro: si da il caso, infatti, che non si sono informati minimamente neanche dando un'occhiata ad un atlante, ad una cartina (cartacei od elettronici non importa, purché precisi), prima di scrivere il pezzo e la didascalia e realizzare la cartina. Infatti, venendo dalla Valtellina, si incontra la Val Masino, che punta a nord (!) e che nei pressi della località (S.)Antonio si divide in due rami: quello di destra è la Val di Mello, quello di sinistra è la Val di Bagni, dove c'è l'abbastanza famosa località termale di Bagni di Masino.
la Repubblica ha toppato un'ennesima volta!
Jàdawin di Atheia
Da Internazionale del 6 Marzo 2009 dc:
Darwin ha ragione
Basta con il relativismo a tutti costi. Le verità scientifiche esistono e l’evoluzionismo è una di queste. Richard Dawkins polemizza e consiglia la lettura di un libro illuminante
Richard Dawkins, The Times, Gran Bretagna
Come facciamo a sostenere che l’evoluzione è “vera” e che non si tratta solo di un’opinione come tante altre? Le opinioni non meritano forse tutte lo stesso rispetto?
Certo, questo è vero quando si parla di gusti musicali o di posizioni politiche. Ma quando si tratta di dati scientifici?
Purtroppo gli scienziati ricevono queste obiezioni relativistiche ogni volta che affermano la verità fattuale di qualcosa che ha a che fare con il mondo reale.
Ho deciso di affrontare l’argomento dopo aver letto l’ultimo libro del biologo Jerry Coyne Why evolution is true (Oxford University Press 2009 dc).
Uno scienziato afferma con aria supponente che il rombo del tuono non è il suono trionfale delle palle di Dio che sbattono tra loro né quello del martello di Thor. è invece l’eco delle scariche elettriche che vediamo sotto forma di lampi. I miti tribali, anche se poetici, non sono veri.
Ovviamente salterà fuori un antropologo che dirà: chi sei per innalzare qualcosa al grado di verità scientifica? Le credenze tribali sono vere nel senso che fanno parte di un insieme coerente con il resto della visione del mondo della tribù. La verità scientifica è solo un tipo di verità (l’antropologo potrebbe chiamarla verità “occidentale” o perfino “patriarcale”). Come le verità tribali, anche quelle degli scienziati fanno parte di una visione del mondo, che loro chiamano scientifica. Secondo una versione estrema di questa tesi, perfino la logica e l’evidenza sono solo strumenti dell’oppressione maschile sulla “mente intuitiva”.
Ascoltami bene, antropologo. Se decidi di viaggiare con un Boeing 747 invece che su un tappeto volante o un manico di scopa, e se afidi il tuo tumore alle cure di un chirurgo invece che a uno sciamano, scoprirai che la versione scientifica della verità funziona. Puoi usarla per navigare nel mondo reale. La scienza è in grado di prevedere con certezza assoluta, a meno che non arrivi prima la fine del mondo, che a Shanghai il 22 luglio 2009 dc si osserverà un’eclissi totale di Sole. Le teorie secondo cui il dio della luna divora il dio del sole sono poetiche, e forse coerenti con altri aspetti della visione del mondo condivisa da una tribù, ma non sono in grado di prevedere la data, l’ora e il luogo in cui si osserverà un’eclissi. La scienza sì, e in modo così preciso che potresti regolarci l’orologio. La scienza ha portato l’uomo sulla Luna e poi l’ha fatto tornare a casa. La teoria dell’evoluzione ci guida in modo affidabile e premonitore nel mondo biologico con un successo superiore a qualsiasi altra tesi scientifica. Il minimo che si possa dire sulla teoria evoluzionistica è che funziona. Qualche pedante potrà spingersi oltre e sostenere perfino che è vera. Le solite accuse.
Ma allora da dove salta fuori la frottola, spesso ripetuta a pappagallo, che “l’evoluzione è solo una teoria”? Forse dall’errore dei filosofi secondo cui la scienza non può mai dimostrare una verità. Al massimo può essere incapace di confutare un’ipotesi. L’evoluzione, insomma, è un’ipotesi che non è ancora stata confutata. Ma potrebbe esserlo.
In genere gli scienziati non si preoccupano di questo tipo di filosofi. Anzi, li ringraziano perché si sentono liberi di far progredire la conoscenza. Ma potrebbero obiettare a questa teoria che quello che vale per la scienza vale anche per l’esperienza quotidiana. Quindi, se l’evoluzione è un’ipotesi non falsificata, lo è qualsiasi dato di fatto sul mondo reale. Anzi, perfino l’esistenza stessa di un mondo reale.
Ma un discorso del genere si può facilmente mettere da parte. L’evoluzione è vera nello stesso modo in cui accettiamo come verità che la Nuova Zelanda si trova nell’emisfero australe. E se rifiutassimo una volta per tutte di usare la parola “vero”, come faremmo a condurre le nostre conversazioni quotidiane? O a compilare la casella “sesso” di un modulo dell’anagrafe? Dovremmo scrivere: “Finora l’ipotesi che io sia maschio non è stata falsificata, ma aspettate un attimo che ricontrollo”. La filosofia che impone alla scienza questi dubbi non può risparmiarli ai fatti della vita di tutti i giorni.
In questo senso, l’evoluzione è vera: a condizione, naturalmente, che ci siano solide evidenze scientifiche a suo favore.
Ebbene, le evidenze scientifiche sono solidissime e Jerry Coyne le espone in modo convincente.
Vale la pena di anticipare un’altra delle solite accuse che riceveranno Coyne e il suo libro: “Perché vi agitate tanto? State combattendo contro i mulini a vento: oggi nessuno prende più sul serio il creazionismo” (traduzione: “Il regius professor di teologia della mia università non è un creazionista, l’arcivescovo di Canterbury accetta l’evoluzione, quindi continuare a scaldarvi è una perdita di tempo”).
Purtroppo non è così. Secondo alcuni sondaggi condotti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, la maggioranza degli intervistati vorrebbe che a scuola i professori di scienze insegnassero il “disegno intelligente”.
Secondo il sondaggio Ipsos-Mori, solo il 69 per cento dei britannici desidera che a scuola si insegni la teoria evoluzionistica. Più del 40 per cento degli statunitensi crede che “la vita sulla Terra, nella sua forma attuale, esista dall’inizio dei tempi” (sondaggio Pew) e che “Dio ha creato gli esseri umani in una volta sola, negli ultimi diecimila anni e nella loro forma attuale” (sondaggio Gallup). Gli insegnanti di scienze sono in difficoltà. Nell’ottobre del 2008 dc sessanta professori statunitensi si sono riuniti nel centro per l’educazione scientifica dell’Emory University di Atlanta, in Georgia, per confrontare le loro esperienze. Uno ha raccontato che i suoi studenti sono “scoppiati a piangere” quando hanno scoperto di dover studiare l’evoluzione. Un altro ha detto che i suoi alunni hanno protestato ripetutamente quando ha affrontato l’argomento in aula. Esperienze del genere sono comuni anche in Gran Bretagna. Il quotidiano The Guardian ha scritto che nel febbraio del 2006 dc “alcuni studenti di medicina musulmani di Londra hanno distribuito dei volantini dove si liquidavano come false le teorie di Charles Darwin”. I volantini di quei musulmani erano stati prodotti dall’Al Nasr Trust, un ente di beneficenza ufficialmente riconosciuto che ha anche delle agevolazioni fiscali. Il contribuente britannico, quindi, sovvenziona la distribuzione nelle università di materiali che contengono falsità scientifiche. Gli insegnanti di scienze potranno confermare che stanno subendo pressioni lievi ma crescenti dalle lobby creazioniste, dietro le quali di solito si nascondono organizzazioni statunitensi o islamiche.
Nessuno può avere la faccia tosta di negare che il libro di Coyne, e non solo il suo, è necessario. Per onestà devo confessare di essere parte in causa. Il 12 febbraio 2009 dc è stato il bicentenario della nascita di Darwin e in autunno ricorrerà il 150° anniversario della pubblicazione del suo libro L’origine della specie. Visto che le case editrici sono sempre attente agli anniversari, ci aspettavamo che quest’anno sarebbero usciti diversi volumi su Darwin. Ma quando abbiamo cominciato a scrivere i nostri testi (il suo è appena uscito, il mio uscirà in autunno) né Jerry Coyne né io sapevamo che l’altro stava lavorando sulla validità della teoria evoluzionistica. Forse i nostri due libri non resteranno neanche dei casi isolati: più siamo, meglio è. In fin dei conti la teoria evoluzionistica è la vera storia del perché esistiamo, e ne dà una spiegazione soddisfacente: demolisce e sostituisce tutte le spiegazioni del passato, a prescindere dalla devozione e dalla buona fede con cui sono state credute vere.
Punto debole
Why evolution is true è un libro eccezionale. Coyne ha una conoscenza straordinaria della biologia evoluzionistica e la espone in modo magistrale, senza mai risultare noioso. Anche se affronta moltissimi argomenti, il suo testo resta sempre agile e leggibile. In un capitolo, che s’intitola “Scritto nelle rocce”, Coyne smonta la più comune tra tutte le menzogne creazioniste, quella sui presunti “buchi incolmabili” nelle testimonianze fossili. “Dove sono gli anelli di congiunzione?”, chiedono i creazionisti. Coyne ne indica molti e tutti convincenti. Si tratta non solo dei fossili di grandi animali come le balene e gli uccelli o di quelli dei cugini del celacanto, che hanno compiuto la transizione dall’acqua alla terra, ma anche dei microfossili. Questi hanno il vantaggio dei grandi numeri: alcuni tipi di rocce sedimentarie sono composti da minuscoli scheletri fossilizzati di foraminiferi, radiolari e altri protozoi calcarei o silicei. È quindi possibile tracciare un grafico di una misura a scelta, come funzione continua del tempo geologico, via via che si analizza un nucleo di sedimenti. In uno dei grafici del libro si vede chiaramente un genere di radiolario (dei magnifici protozoi dal guscio delicato la cui forma ricorda una lanterna) colto nell’atto di dividersi in due specie due milioni di anni fa.
La divisione di una specie in due, a cui si riferisce il titolo della grande opera di Darwin, rappresenta anche uno dei suoi pochi punti deboli. Coyne è la massima autorità sulla formazione delle specie, e lo dimostra l’efficacia dei due capitoli intitolati “L’origine della specie” e “La geografia della vita”. Forse la prova anticreazionista più immediatamente convincente è la distribuzione geografica degli animali e delle piante sui continenti e sulle isole (compresi i laghi, le vette montane e le oasi: dal punto di vista di un animale qualsiasi piccola area dove può vivere, circondata da un’area più vasta dove invece non sopravvivrebbe).
Dopo aver enunciato molte prove sull’argomento, Coyne conclude: “Provate a trovare una teoria che spieghi gli esempi che abbiamo discusso adducendo la creazione particolare di specie su isole oceaniche e continenti. Non ci sono risposte valide. A meno che non si presuma che il creatore volesse far apparire le specie come se si fossero evolute su delle isole. Ma dal momento che nessuno accetta questa risposta, si spiega perché i creazionisti schivano la biogeografia delle isole”.
Questa disonestà per omissione è una caratteristica dei creazionisti. Adorano i fossili perché hanno insegnato loro (sbagliando, come dimostra Coyne) a credere che i “buchi” nelle testimonianze fossili mettano in difficoltà i sostenitori della teoria evoluzionistica. La vera difficoltà per i creazionisti è la distribuzione geografica delle specie. E infatti la ignorano completamente.
In Why evolution is true c’è una lucida esposizione della selezione naturale al livello dei geni (Darwin, che non sapeva niente di geni, la descrisse al livello dei singoli organismi). Coyne spiega in che modo un verme parassita modifica l’aspetto e il comportamento della formica che lo ospita, trasformando il suo addome in un simulacro di bacca rossa che sporge in modo appetitoso ed è collegata al torace da uno stelo assottigliato. Di certo avrete già indovinato il seguito: la “bacca”, piena di uova di verme, viene mangiata da un uccello, che diventa così l’ospite definitivo del verme.
Scrive Coyne: “Tutte queste modificazioni sono provocate dai geni del verme parassita: è un trucco ingegnoso per riprodursi. Questi prodigiosi adattamenti – i modi diversi in cui i parassiti controllano i loro portatori solo per trasmettere i geni – fanno venire l’acquolina in bocca agli evoluzionisti”.
Calabroni arrosto
Verissimo. Questo linguaggio “adattamentista” incentrato sui geni è ormai universale tra i biologi dell’evoluzione che operano sul campo. Vale la pena di ricordare l’ostilità altezzosa con cui l’attaccò, trent’anni fa, l’illustre genetista Richard Lewontin, il professore di Coyne a cui è dedicato il libro. Why evolution is true contiene anche un’utilissima spiegazione della mia teoria del “gene egoista”. Coyne spiega bene che la teoria non ha niente a che fare con alcune tesi spurie, secondo cui saremmo deterministicamente predisposti a essere egoisti. In trent’anni (Il gene egoista uscì nel 1976 dc) le cose sono molto cambiate.
Il capitolo sul “motore dell’evoluzione” si apre con un esempio di macabro splendore. I calabroni giganti del Giappone saccheggiano i nidi delle api mellifere per dare da mangiare alle loro larve.
Un calabrone-esploratore, da solo, scopre un alveare e lo contrassegna con una sostanza chimica che lascia una macchia nera, una specie di condanna a morte. “Richiamati dal contrassegno, i compagni di nido dell’esploratore si avventano sulla macchia. Un gruppo di venti o trenta calabroni attacca in formazione una colonia che può comprendere fino a trentamila api. Ma non c’è lotta: i calabroni fanno irruzione nell’alveare schioccando le mandibole e decapitano le api una a una. Siccome ogni calabrone riesce a decapitarne quaranta al minuto, la battaglia si conclude nel giro di qualche ora, con tutte le api morte e l’alveare pieno di cadaveri fatti a pezzi. A quel punto i calabroni possono rifornire la loro dispensa”.
Perché Coyne racconta questa storia? Per confrontare l’atroce sorte delle api mellifere europee introdotte in Giappone con quella delle api autoctone che hanno avuto il tempo di elaborare evoluzionisticamente “una stupefacente strategia di difesa, l’ennesimo prodigio del comportamento adattivo. Quando il calabrone-esploratore giunge all’alveare, le api che si trovano all’ingresso si precipitano a chiamare le compagne, ma al tempo stesso lo attirano all’interno. Appena il calabrone entra, centinaia di api operaie gli formano intorno uno stretto ‘gomitolo’. Poi, facendo vibrare l’addome, portano rapidamente la temperatura interna del gomitolo fino a 47 gradi centigradi. Nel giro di venti minuti il calabrone-esploratore muore arrostito e l’alveare quasi sempre si salva”. Anche se le api sono in grado di sopravvivere a temperature elevate, questo non è indispensabile alla selezione naturale per favorire l’adattamento. Le api operaie sono sterili: i loro geni non sopravvivono nelle operaie stesse, ma come copie nei corpi di quella minoranza di abitanti dell’alveare destinata alla riproduzione. Se le operaie che si trovano al centro del “gomitolo” si arrostissero insieme al calabrone, il loro sacrificio sarebbe comunque servito: le copie dei loro geni “che arrostiscono” sopravvivrebbero.
Nel libro c’è anche un ottimo capitolo dedicato a “Rimasugli, vestigia, embrioni ed errori di progettazione”, argomenti già trattati dallo stesso Darwin, e uno su “Come il sesso guida l’evoluzione” e sull’evoluzione umana. Ma Coyne si supera quando discute un altro elemento straordinariamente evidente da cui finalmente possiamo costruire l’albero genealogico completo di tutti gli esseri viventi
13 Febbraio 2009 dc:
Smascheriamo Augias!
Prima o poi dovrò mettermi d'impegno per rivelare, far notare e smascherare la realtà di questo signore, che molti ateoagnostici ritengono un intellettuale laico, che dovrebbe essere ateo, e lo stimano e apprezzano. Bisognerà far luce sulle sue reali posizioni, sulla sua impreparazione e sul suo pressapochismo in almeno un'occasione, sulla sua superficialità e sul suo fare l'occhiolino al cristianesimo, alla figura di Cristo ed altre cose ancora.
Un solo accenno al pressapochismo, cito personalmente per averlo visto e sentito con i miei occhi e le mie orecchie: in una trasmissione recente, programmata da un canale RAI a fine 2008 dc o inizio 2009 dc e dedicata al nazismo, il conduttore Augias, accanto ad una enorme svastica rossa che campeggiava nello studio, arrivava a dire che Hitler aveva preso il simbolo della svastika dalle tradizioni orientali, generalmente buddiste e induiste e, per farlo proprio del nazionalsocialismo, lo aveva "ribaltato", in modo che la svastica originale, cioè questa (dal sito http://www.satorws.com/simbolismo-svastica.htm , non a caso abbinata al simbolo del Tao))

detta svastica sinistrorsa perché gli uncini puntano verso sinistra, fosse trasformata nella ben più nota svastica destrorsa

Ebbene, non si sa se direttamente Augias o chi gli ha preparato la "pappa" della trasmissione, in ogni caso non si sono informati e hanno detto una sonora boiata. Nelle tradizioni in cui è presente questo simbolo esistono in quasi tutte le provenienze entrambe le versioni. Potete trovarne una conferma qui e qui
Jàdawin di Atheia
Da http://www.gay.tv/ pubblicato il 30 luglio 2009 dc:
La libreria riapre venerdì 31 luglio alle 10.30. La formale inaugurazione avverrà a settembre, dopo il rientro dalle vacanze estive.
La riapertura de La Babele avverrà venerdì 31 luglio, nella nuova sede di viale Regina Giovanna 22/b. Dopo il travagliato trascorso, che ha portato alla chiusura nel settembre 2008, La Babele avrà un vestito nuovo.
“Noi ripartiamo subito, e intanto spargeremo la voce che siamo tornati - dice il nuovo gestore, Christian Lunetta - Per questo resteremo aperti anche la domenica pomeriggio, e non solo nei feriali!”. Lunetta ha rilevato il marchio dall'ultimo librario, Rolando Canzano, ultimo di una stirpe travagliata (Leggi lo speciale>). L'inaugurazione ufficiale avverrà nel prossimo settembre, aspettando i rientri dalle vacanze estive.
“Ho passato, cioè sprecato, 10 anni della mia vita lavorando in un call center. Ultimamente mi occupavo di formazione del personale. Ma non mi piaceva per niente, e invece volevo far qualcosa per la comunità di cui io stesso faccio parte. Così quando mi è stato offerto di acquistare il marchio non ci ho pensato su. Anche se l´ho un po´ cambiato: ora ci chiamiamo La Babele (non più Libreria Babele ndr.), perché non venderemo solo libri, ma anche gadget e dvd. Faremo incontri e presentazioni di libri, stiamo studiando convenzioni con locali” dice Lunetta a la Repubblica, concludendo “Era incredibile che la città più gay d´Italia, molto più di Roma, avesse perso un posto del genere”.
Paolo Ferigo, presidente del Cig Arcigay milanese, commenta: “Paradossalmente la nostra Babele era morta di troppo successo: noi omosessuali siamo usciti dal ghetto, le nostre tematiche sono state sdoganate e accettate da gran parte della società civile, uno scaffale dedicato all´argomento si trova facilmente in ogni libreria. Ma siccome le librerie specializzate esistono per qualunque cosa, è giusto che ce ne sia anche una gay. Se saprà essere qualcosa più di una operazione commerciale, e non ne dubito, prevedo un grande futuro per la nuova Babele”.
redazione@gay.tv
La Libreria Babele di Milano ha riaperto (o aprirà al più presto)!
Da http://www.affaritaliani.it pubblicato: giovedì 23 luglio 2009 dc:
di Marco Volante
La Libreria Babele torna ad aprire le sue porte al pubblico. Dopo mesi di dubbi circa le sorti del celebre punto di riferimento della cultura LGBT milanese, la Babele riapre i battenti, grazie alla tenace volontà della nuova proprietà, in Viale Regina Giovanna 24/b, con un vernissage affollato di amici, personaggi, autori.
L’intricata vicenda della chiusura era stata sulla bocca dei milanesi fino a poco tempo fa e le voci di una prossima riapertura si facevano sempre più insistenti, finché l’atteso annuncio non è giunto attraverso la rete. Con la pagina La Babele GLBT Bookshop & More, che ha già raccolto un migliaio di “amici” su Facebook in meno di un mese, Christian, uno dei nuovi animatori della Babele, ha invitato tutti alla felice riapertura nella nuova sede. Babele release 3.0 è stata subito rinominata da Daniele sul suo blog, per ricordare che la prima libreria fu aperta da Felix Cossolo in Via Sammartini, per poi essere trasferita una decina di anni fa da Gianni Delle Foglie in un grande spazio a due passi da Piazzale Cadorna, nello stesso edificio in cui si scriveva anche la rivista Pride.
Oggi la Babele si trasferisce e si rinnova, va ad offrire i suoi scaffali in uno dei quartieri più gai della città, Porta Venezia, carica della storia di cui si è resa protagonista e della consapevolezza di non essere semplicemente un negozio in cui si vendono libri, ma un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono leggere della ricchezza della differenza e vogliono avvicinarsi al mondo LGBT in un modo diverso dal rutilante e scintillante mondo dell’enterteinment.
Alla Babele per tanti anni hanno scintillato gli occhi di Gianni che con lo sguardo era come se ti accarezzasse e ti accompagnava con amore a scegliere il libro da portar via, fosse un classico latino o uno di quei libri che si leggono con una mano sola. La Libreria Babele è anche questo.
come commento, nella stessa data, all'articolo si legge:
Salve, sono il nuovo titolare della Libreria Babele, ignoro chi abbia diffuso la notizia ma devo purtroppo smentire. La riapertura verrà comunicata quanto prima. Saluti. Christian Lunetta
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Da www.queerblog.it pubblicato: sabato 25 luglio 2009 dc da Desperate Gay Guy
Nonostante ciò che viene riportato in rete da alcuni siti, la libreria Babele non ha ancora aperto al pubblico milanese. A causa di alcuni impedimenti tecnici, l’apertura prevista e segnalata per il 23 luglio è slittata, ma la nuova data verrà comunicata al più presto.
La Libreria Babele, famosa e conosciuta a livello nazionale, riaprirà a Milano in zona Porta Venezia, viale Regina Giovanna 24/b con un’inaugurazione di amici, personaggi ed autori. Un ottimo segnale ed esempio di tenacia e fiducia verso l’espansione della cultura omosessuale in Italia.
Vi terremo aggiornati sulle tempistiche, direttamente da Christian, uno dei nuovi animatori della Babele qui a Milano.
17 Dicembre 2008 dc:
La Libreria Babele di Milano ha chiuso!
Vengo a sapere, con ritardo e per puro caso, che la storica Libreria Babele di Milano, ai primi di Settembre, ha chiuso definitivamente i battenti.
Per sapere qualcosa intorno alla vicenda è utile leggere in CulturaGay.it http://www.culturagay.it/cg/saggio.php?id=405 e su Anelli di Fumo http://anellidifumo.ilcannocchiale.it/post/2090148.html la storia della libreria e la dichiarazione dell'ultimo proprietario Rolando Canzano, su cui non voglio dilungarmi lasciando ai lettori farsi un'idea di ciò che è avvenuto (oltre a manifestare la mia solidarietà per le ignobili scritte omofobe lasciate di notte dai soliti fascisti nel mese di Aprile 2008 dc - di cui non sapevo nulla - e di cui si può leggere qui in Isole della Rete http://isole.ecn.org/antifa/article/1437/MilanoscritteomofobeallalibreriaBabele3denunceperForzaNuova) .
Certo che un una notizia così, aggravata da quella dell'ulteriore chiusura della Libreria Babele di Roma, non può che lasciare un vuoto incolmabile e una tristezza infinita per questo ridicolo Paese.
Ho avuto modo di conoscere Gianni Dalle Foglie, improvvisamente scomparso recentemente, e poi Rolando Canzano prima per le mensili riunioni del Circolo UAAR di Milano e poi per alcune iniziative, da me condotte in quella ospitale libreria, con l'Associazione Atheia, e sempre mi sono trovato assai bene in loro compagnia.
Che l'Italia fosse un Paese di illetterati, di incolti, di bigotti, di ipocriti e di imbecilli dediti al dio denaro e al culto della Stupidità elevato a sistema si sapeva già, queste vicende non fanno che confermarlo ancora una volta, e tristemente.
Spero, perlomeno, che l'iniziativa della Libreria Babele possa presto in qualche modo proseguire.
Jàdawin di Atheia
Da Sapere del Febbraio 2008 dc:
Se Dio avesse le ali
di Enrico Bonatti, professore di geologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra della «Sapienza» Università di Roma
Negli ultimi mesi, tra pronunciamenti di uomini di Chiesa, da papa Ratzinger in giù, articoli nelle pagine culturali di giornali, fino poi ai programmi televisivi di Giuliano Ferrara, molti hanno sfiorato un tema che da tempo immemorabile, pur se con diversi gradi di consapevolezza, è alla base di ansie, terrori e speranze in noi esseri umani. Il desiderio cioè di Homo sapiens di sentirsi il fine ultimo dell'evoluzione della vita sulla Terra, il culmine della creazione.
Non mi addentro nel campo vastissimo dell'origine dei miti e delle religioni: ma, pur semplificando, penso si possa dire che le grandi religioni sono sorte in buona parte per placare almeno un po' il nostro bisogno di preminenza, di permanenza, di immortalità. Bisogno che sembra esser stato particolarmente intenso nella nostra tradizione occidentale e che ha portato recentemente anche al movimento del "Disegno Intelligente", particolarmente forte negli Stati Uniti ma in crescita anche in Italia (vedi per esempio il bel saggio di T. Pievani, In Difesa di Darwin, Bompiani, 2007 dc). Dalla Bibbia in poi abbiamo sostenuto che le piante, gli animali e la Terra tutta sono non molto più antichi dell'essere umano: una Terra senza umanità era inutile e quasi inconcepibile, visto che la natura era stata creata in sua funzione e al suo servizio. Da qui il convincimento che l'età della Terra fosse di poche migliaia di anni, simile appunto all'età dell'umanità, calcolata in base al numero di generazioni trascorse da Adamo a Cristo. La data di nascita della Terra, posta 4004 anni avanti Cristo dai calcoli dell'arcivescovo d'Irlanda Ussher nel 1650 dc, è la più nota, perché fu più tardi inserita nella Bibbia canonica anglicana.
Darwin, che più di ogni altro estese il nostro senso del tempo e diminuì la nostra hubris, ne aveva una copia con sé nel suo viaggio con la Beagle. Se pur credeva a una Terra non più antica di poche migliaia di anni quando nel 1835 dc si imbarcò sulla Beagle, aveva certo cambiato idea tre anni dopo quando sbarcò di nuovo sulle coste dell'Inghilterra. Nell'ultimo secolo l'età della Terra si è allungata enormemente rispetto a quella degli esseri umani: oggi pensiamo la Terra abbia 4 miliardi e mezzo di anni. Qualcuno ha notato che se paragonassimo l'età della Terra all'altezza della Torre Eiffel, l'intervallo di tempo dalla comparsa dell'uomo ad oggi sarebbe rappresentato dallo spessore dello straterello di vernice che copre l'acciaio sulla cima della Torre. Se proprio non possiamo negare una lunghissima storia della Terra prima della comparsa dell'essere umano, e un'evoluzione biologica durata 4 miliardi di anni, vorremmo almeno che questa lunga fatica fosse diretta verso un degno obiettivo, e che l'obiettivo fossimo noi, o qualcosa al di sopra di noi di cui noi possiamo far parte. Che il mondo sia stato creato in funzione dell'uomo è detto chiaramente già nella Genesi, ed è implicito nel resto della Bibbia, eccetto forse nelle meditazioni del libro di Giobbe e dell'Ecclesiaste, lì dove l'uomo è nulla se non polvere.
Molto più tardi, i Padri della Chiesa ma poi anche alcuni dei pionieri della scienza moderna, come Keplero, Newton, Leibnitz e Hutton, non dubitavano che la natura fosse al servizio e in funzione dell'uomo (chi dubita, rischia una brutta fine: vedi Giordano Bruno). Prima di Darwin, Goethe e i filosofi/naturalisti tedeschi suoi contemporanei pensavano che le forme naturali possedessero una tendenza innata verso la perfezione, dove la perfezione era la forma umana. Dopo Darwin, il paleontologo gesuita Teilhard de Chardin più di mezzo secolo fa proponeva un'evoluzione biologica diretta ad aumentare gradualmente lo spazio dello "spirito", e tesa verso una "noosfera" o verso un "punto omega" non dissimile dal dio cristiano: mi si perdoni il parallelo empio con il "sol dell'avvenire" cui anelavano nello stesso periodo le folle del socialismo reale. Ma l'evoluzionismo darwiniano, basato su mutazioni genetiche casuali seguite da selezione naturale, è difficile purtroppo ci sollevi verso la noosfera o verso qualche altra sfera celeste. Questo è stato stigmatizzato dal cardinale Cristoph Schönborn, arcivescovo di I Vienna, quando sul New York Times (11 luglio 2005 dc) ha condannato l'evoluzionismo darwiniano, sembra con l'assenso di papa Ratzinger, seguito dal cardinale Walter Kasper (presidente del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani) e poi anche dai "teocon" americani (Bush in testa) e nostrani che, non potendo più negare l'evoluzione biologica, la pensano però diretta da un "disegno intelligente". Ma una recente indagine pubblicata da Science (11 agosto 2006 dc) mostra come oltre il 40 % degli americani (il 20 per cento degli italiani) non crede che l'essere umano derivi da altre specie, cioè non crede nell'evoluzione biologica, con o senza "disegno intelligente".
I fautori del disegno intelligente pretendono la loro sia un intuizione originale e recente. Ma prendiamo dal bel libro di Paolo Rossi I Segni del Tempo (Feltrinelli, 1979 dc), una citazione dall'Essai de Cosmologie scritto nel 1750 dall'illuminista francese Pierre Louis de Maupertius: «Tutti i filosofi si dividono oggi in due sette. Gli uni vorrebbero sottomettere la natura a un ordine puramente materiale ed escluderne ogni principio intelligente o almeno vorrebbero che nella spiegazione dei fenomeni non si facesse mai ricorso a quel principio e che le cause finali venissero completamente bandite. Gli altri, al contrario, fanno un uso continuo di tali cause, scoprono in tutta la natura le vedute del Creatore, penetrano i suoi disegni nei fenomeni più minuti. A parere dei primi l'universo potrebbe fare a meno di Dio: almeno, le più grandi meraviglie che vi si osservano non ne provano affatto la necessità. A parere dei secondi le parti più minuscole dell'universo sono altrettante dimostrazioni di Dio: la sua potenza, la sua saggezza e la sua bontà sono scritte sulle ali delle farfalle e sulla tela dei ragni». Questa descrizione del clima culturale dell'Illuminismo europeo tre secoli fa potrebbe esser applicata altrettanto bene al dibattito attuale.
Sean Nee, biologo dell'università di Edimburgo, scrivendo su Nature (vol. 435, p. 429, 2005 dc) del nostro bisogno di essere in cima alla scala biologica, prova a considerare l'evoluzione dal punto di vista delle forme di vita che, pur se invisibili ai nostri occhi, sono di gran lunga le più abbondanti e antiche del nostro pianeta: i microorganismi. A partire da quasi 4 miliardi di anni fa i Bacteria e gli Archea sviluppavano capacità straordinarie: da quella di generare luce a quella di "respirare" metalli, a quella di vivere negli ambienti più estremi, (fino a 120°C sul fondo degli oceani o nelle profondità del sottosuolo, o parecchi chilometri sotto la superficie dei ghiacci antartici), a quella di comunicare chimicamente per coordinare azioni di gruppo, o perfino di suicidarsi per il bene del gruppo. I cianobatteri hanno inventato più di tre miliardi di anni fa un meccanismo per produrre ossigeno, la fotosintesi, che più tardi ha portato a una atmosfera simile a quella attuale e ha permesso lo sviluppo di forme di vita cosiddette "superiori". La combinazione di alcuni gruppi di Archea e Bacteria ha portato poi agli Eukarya (cioè organismi dotati di cellule); tra questi alcuni gruppuscoli si sono poi evoluti in organismi che noi reputiamo "superiori", tra cui i mammiferi, creando ambienti che i microbi sfruttano in maniera altamente efficiente: vivono più microrganismi nello stomaco e nel tratto urinario di un Homo sapiens di quanti Homo sapiens vivono sulla Terra.
Si potrà obiettare che quantità non è qualità, e che Homo sapiens ha dalla sua le Piramidi, la Divina Commedia, la Nona Sinfonia, la Cappella Sistina e ... la bomba atomica. Ma se Homo sapiens fosse eliminato da una qualche catastrofe (magari causata da se stesso), i microrganismi continuerebbero imperterriti per almeno un altro miliardo di anni. Di Homo sapiens rimarrebbe la crosta di vernice sulla Torre Eiffel. Sia come sia, ho avuto modo di verificare direttamente che non siamo i soli a crederci sulla cima della scala evolutiva. Un paio di anni fa in una cittadina dell'Appennino emiliano una passerottina neonata caduta dal nido è stata soccorsa, curata e nutrita da mani amorevoli. È sopravissuta, e da allora svolazza libera in un appartamento, dove ha i suoi spazi, i suoi ritmi, la vaschetta per il bagno quotidiano ... L'estate scorsa per giorni si agitava alla ricerca di un posto adatto a costruirsi il nido (più tardi infatti scodellò cinque uova). Nel corso di queste esplorazioni mi si posò sulla testa mentre leggevo in poltrona, e decise che il posto, tra i miei radi capelli grigi, era adatto per il nido: rifiutava di spostarsi, beccava, protestava in maniera aggressiva se qualcuno si avvicinava... Era evidente che per la passerotta il prezioso cranio di Homo sapiens che mi porto sul collo, culmine di miliardi di anni di evoluzione, era stato creato dal "disegno intelligente" di un buon dio alato e pennuto al solo fine di fornirle un luogo confortevole dove covare le sue uova. Non fu facile convincerla altrimenti.
Dal supplemento Tuttoscienze de La Stampa del 29 Settembre 2007 dc:
Introduzione dell'amico Sestante che me lo ha inviato, al pari di altri articoli pubblicati su questo sito
Questo articolo è per molti aspetti discutibile: la titolazione a effetto "caro Darwin non servi più", certe frasi fantasiose come "l'età d'oro dell'evoluzione", certe conclusioni azzardate come "l'evoluzione darwiniana è finita". D'altro canto noi ateo-razionalisti non dobbiamo idolatrare tutto quello che sa di scienza e tanto meno prendere per oro colato quello che esce dalla bocca di qualche accademico, però questo articolo è illuminante sugli sviluppi futuri della biologia e su alcune conseguenze che essi potranno avere. Ma soprattutto spaventerà moltissimo chi ha delle concezioni molto diffuse in campo ambientalista, come una visione sacrale della vita o una considerazione finalistica della Natura quale organismo perfetto e intoccabile: in altre parole un sostituto di Dio.
É l'alba del post-evoluzionismo.
IL DESIGN DEI GENOMI DIVENTERÁ UNA NUOVA FORMA D’ARTE
“Caro Darwin, non servi più. Per l’evoluzione c’è il biotech”
di Freeman Dyson, American Physical Society, US Nationale Academy of Sciences
In un articolo provocatorio e illuminante - «Una Nuova Biologia per un Nuovo Secolo» - il grande biologo Carl Woese ha messo sotto accusa i limiti della biologia riduzionista e la logica che l’ha guidata nell’ultimo secolo, sottolineando la necessità di una nuova biologia, che si basi sui concetti di comunità e di ecosistemi, anziché su quelli di geni e di molecole. Ma allo stesso tempo ha anche sollevato una questione estremamente importante: quando è cominciata l’evoluzione darwiniana?
Con evoluzione darwiniana intende l’evoluzione come la descrisse lo stesso Charles Darwin, basata cioè sull’intensa competizione per la sopravvivenza tra specie diverse. Presenta quindi una serie di prove, secondo le quali l’evoluzione stessa non risale all’alba della vita. All’inizio il processo che lui ha definito come «trasferimento genetico orizzontale» - vale a dire la condivisione degli stessi geni tra specie differenti - era prevalente. E questo diventa sempre più evidente man mano che si retrocede nel tempo.
Woese è il maggiore esperto mondiale nel campo della tassonomia microbica. Qualunque cosa scriva, anche quando sembra tendere ai vertici della pura speculazione, dev’essere preso molto sul serio. Oggi lui postula un’«epoca d’oro» della vita pre-darwiniana durante la quale il «trasferimento genetico orizzontale» era un fenomeno universale e, quindi, non c’era una separazione netta tra le specie. La vita, allora, era una comunità di cellule di vario tipo: tutte condividevano le informazioni genetiche in modo che una serie di processi chimici e catalitici, inventati da una sola creatura, potessero poi essere ereditati dalle altre. L’evoluzione, quindi, era un «affare comune», con un’intera comunità in grado di migliorare la propria efficienza metabolica e riproduttiva, perché venivano scambiati i geni delle cellule più efficienti.
Ma poi, in un giorno nefasto, avvenne che una cellula, che assomigliava a un batterio primitivo, riuscisse a superare le altre in efficienza. Così questa cellula si separò dal gruppo e cominciò a rifiutare la logica della condivisione. La sua discendenza si trasformò nella prima vera e propria specie separata. Grazie alla sua superiore efficienza continuò a prosperare e a evolversi separatamente.
Poi, alcuni milioni di anni più tardi, un’altra cellula si separò dal gruppo e anch’essa diventò un’altra specie. E il fenomeno si allargò, finché la vita si suddivise in tante specie, tutte diverse.
I processi biochimici di base della vita si sono quindi evoluti rapidamente durante le poche centinaia di milioni di anni che hanno preceduto l’era darwiniana e sono cambiati molto poco nei seguenti 2 miliardi di anni di evoluzione.
Il design dei genomi trasformerà il mondo
L’evoluzione darwiniana è lenta, perché le specie, una volta che si sono affermate, si trasformano con gradualità. L’evoluzione, infatti, fa sì che una specie si estingua solo per permettere a un’altra di prenderne il posto.
Ci sono tre innovazioni, tuttavia, che hanno permesso di accelerare i ritmi nelle fasi successive. La prima è stata il sesso, che non è altro che una forma di trasferimento genetico orizzontale. La seconda è l’organizzazione multicellulare, che ha spalancato un mondo completamente nuovo di forme e funzioni. La terza è stato il cervello, che a sua volta ha aperto una nuova dimensione di sensazioni e azioni coordinate, fino a quel culmine che è l’invenzione delle mani e degli occhi. E allo stesso tempo una serie di estinzioni di massa (dilatate nel tempo) ha contribuito a produrre ulteriori opportunità evolutive.
Ora, 3 miliardi di anni più tardi, l’evoluzione darwiniana è conclusa. L’era della competizione delle specie è finita 10 mila anni fa, quando una singola specie, l’Homo sapiens, ha cominciato a dominare e a riorganizzare la biosfera. Da quel momento l’evoluzione culturale ha preso il posto dell’evoluzione biologica come forza fondamentale di cambiamento. Questo secondo tipo di evoluzione non è darwiniano. Le culture, infatti, si diffondono attraverso il trasferimento orizzontale delle idee piuttosto che per eredità genetica. Ed è un’evoluzione che si muove mille volte più velocemente di quella darwiniana, portandoci in un’era di interdipendenza culturale che definiamo globalizzazione.
Ora, nell’ultimo trentennio, l’Homo sapiens ha riportato in primo piano l’antica pratica pre-darwiniana del trasferimento genetico orizzontale, spostando i geni con abilità crescente dai microbi alle piante, fino agli animali, confondendo di nuovo i confini tra le specie. Ci stiamo quindi muovendo nell’era post-darwiniana, in cui le specie non esisteranno più e l’evoluzione della vita riprenderà a essere comune.
In questa nuova epoca le biotecnologie saranno fondamentali. Ci saranno, per esempio, i kit fai-da-te per i giardinieri, che utilizzeranno la manipolazione genetica per crescere nuove varietà di rose e orchidee. E ci saranno i giocattoli bio-tech per bambini, che utilizzeranno uova e semi veri anziché semplici simulazioni. L’ingegneria genetica, una volta che sarà nelle mani della gente comune, ci darà un’esplosione di biodiversità. Il design dei genomi diventerà una forma d’arte, creativa quanto la pittura e la scultura. Certo, non molte di queste creazioni potranno essere considerate capolavori, ma gratificheranno gli autori e contribuiranno ad aumentare la varietà di fauna e flora.
da Diario del 30 Giugno 2007 dc:
Introduzione dell'amico Sestante.
La recensione che ti invio la dice lunga su certi "eretici" che con la scusa di criticare l'attuale papa e per non dimostrarsi troppo faziosi un bel colpetto all'ateismo non se lo risparmiano. Questa volta, purtroppo, la recensione insolitamente lunga (ben 2 pagine) è ospitata da Diario del 30 giugno a firma di Gianandrea Piccioli.
La riportiamo tutta, per dimostrare che non ci tiriamo indietro neanche davanti a simili colpi bassi.
Per certi dotti critici del corso conservatore della Chiesa Cattolica tutto va bene finché si rimane all'interno di una concezione religiosa o, meglio ancora, cristiana. Si possono allora citare a man bassa filosofi come Aristotele, Kant, Heidegger, pensatori come Simon Weil, Edit Stein ecc.. Guai però ad esprimere una concezione del mondo areligiosa, allora si diviene improvvisamente rozzi, retrò, si prendono posizioni da "farmacisti di bottega" di stampo ottocentesco e si scrivono "libelli".
Questo è il tono che assumono per legittimare le loro critiche alla Chiesa Cattolica. Si pavoneggiano cercando di dimostrare che le loro critiche sono supportate da una robusta dottrina, da non confondersi col pensiero primitivo degli Atei. Quindi Stirner, Marx, Schopenauer, Nietszche e tanti altri non esistono, sono poco più che scribacchini di terz'ordine.
Ma vorrei chiedere all'articolista: chi si sente oppresso e rivendica i propri diritti conculcati è solo un fastidioso petulante oppure ha qualche ragione nel rivolgere ai suoi oppressori le stesse accuse? Se l'oppressione durasse per secoli dovrebbe perciò stesso cessare di lamentarsi come un bambino capriccioso che ha bisogno del ciuccio per addormentarsi? Con questa logica dovremmo tenerci sempre lo stesso modello di famiglia, niente fecondazione medicalmente assistita, niente aborto, niente divorzio, senza parlare poi dell'omofobia e di tutte le restrizioni dei comportamenti sessuali. In questo c'è la stessa malcelata arroganza del tanto criticato Ratzinger che dice: protestate pure, ma la vera Morale è quella nostra. Non contento di questo, l'articolista vuole giocare anche in campo avverso definendo con un certo disprezzo "sedicenti laici" persone come Odifreddi, volendo avere anche qui la parola definitiva: ma se vuol scegliersi anche i giocatori della squadra avversaria a che pro la partita? Vuol poi degnarsi l'articolista dall'alto della sua dottrina di spiegarci quali sarebbero, secondo lui, i "veri" laici?
Sul contenuto del libro recensito, non interessandomi ai temi metafisici, mi soffermo solo su due punti.
Parlando di ermeneutica, o interpretazione, va detto che anche la scienza, a suo modo, è una interpretazione del reale. Ma i risultati di questa interpretazione sono ottenuti attraverso il reperimento di prove rigorose riproducibili e falsificabili ed hanno apportato numerosi benefici all'umanità, oltre all'enorme messe di conoscenza attingibile da tutti, mentre i conflitti di interpretazione tra religioni o all'interno di esse, derivati da visioni soggettive o da interessi contingenti, hanno provocato quasi sempre guerre, oppressione e superstizioni varie senza apportare alcun miglioramento concreto al tenore di vita umano, anzi, le caste sacerdotali si sono perlopiù legate alle classi dominanti aumentando la sofferenza dei sottoposti.
Per quanto riguarda la proposta dell'autrice del libro di distinguere tra non indifferenti e indifferenti, a parte la doppia negazione che caratterizza i primi, il problema sta nei secondi: c'è infatti una differenza sostanziale tra un'indifferenza che può caratterizzare l'atteggiamento di un ateo o di un agnostico, altra cosa invece è un comportamento tiepido nei confronti della religione ma che non la rifiuta del tutto, oppure più semplicemente quello di qualcuno che non vuole approfondire il problema religioso perché ha altri interessi preponderanti: artistici, culturali, politici ecc..
La religione del cuore
Suggerimenti per restare cristiani nonostante la Chiesa di oggi
Fra le sconcertanti conseguenze del goffo, torvo e, sui tempi lunghi, inane pontificato di Benedetto XVI, che peraltro accentua in chiave restauratrice e antipatizzante le linee guida del precedente, c'è anche il ritorno di un pensiero anticlericale, anzi antireligioso, che sembrava sepolto per sempre coi notabili progressisti che si radunavano socialisteggiando o liberaleggiando nei retrobottega delle farmacie di paese, tra Otto e Novecento.
Del resto l'eterno ritorno dell'eguale è una mediocre formula filosofica consona a tempi di confusa mediocrità. Assistiamo così al pullulare di libri e libelli sedicenti laici che, come il bestseller di Piergiorgio Odifreddi, parlano di religione con la competenza e l'esprit de finesse di un lottatore di sumo che discetti sulla wagneriana morte di Isotta. E nel furore polemico nessuno sembra rendersi conto che entrambi i contendenti, laici e clericali, sono l'uno il rovescio dell'altro e si sorreggono a vicenda, dorso a dorso, come talamoni sgretolati dall'inquinamento.
Si distingue nettamente dalla selva di questi sottoprodotti il coraggioso (innanzi tutto per sincerità personale) e importante libro di Roberta De Monticelli, Sullo spirito e l'ideologia, sottotitolato Lettera ai cristiani. Insieme con La differenza cristiana di Enzo Bianchi (Einaudi) e Lo Stato e la Chiesa di Gustavo Zagrebelsky (Biblioteca di Repubblica), tra i pochissimi veramente utili ad affrontare i problemi in campo (anche là dove, come nel caso di Zagrebelsky, accada talvolta di dissentire). Fin dal titolo, la De Monticelli mette le sue carte sul tavolo: lo spirito come quella capacità di trascendere se stessi che ci definisce come persone, come «disciplina ascetica del distacco» nella ricerca del vero, e il suo esatto contrario: l'ideologia intesa «come contraffazione della sapienza spirituale» e «falso rapporto con la verità, cioè con la ricerca di verità».
E ideologiche, quindi sostanzialmente mistificanti, sembrano molte delle attuali prese di posizione del Magistero, talmente volte all'affermazione di un'identità forte da far dubitare «che sia possibile a una fede cristiana abitare un'istituzione terrena senza perdersi». Al punto che viene facile stabilire sintonie col Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov. Al punto che, riprendendo un'affermazione di Simone Weil circa il «disagio dell'intelligenza» causato dalla «maniera in cui la Chiesa ha concepito il suo potere di giurisdizione», l'autrice può giustamente sostenere che «ci si trova a non aver più nomi per il divino, a non aver più proposizioni per la fede (...) perché troppi dei nomi e troppe delle proposizioni tramandate hanno alle nostre orecchie un suono falso». La De Monticelli individua cinque fili nel groviglio dell'identità cattolica così cara agli ultimi pontefì ci e al loro entourage di fondamentalisti e atei devoti. Innanzi tutto, ed è tema attualissimo, la pretesa non tanto di auspicare che le leggi dello Stato siano conformi a principi che si ritengono giusti (il che sarebbe perfettamente legittimo) quanto di ottenere, sulla base di una distinzione tra ragione buona (illuminata dalla fede) e ragione cattiva (abbandonata alla nostra superba autonomia), che lo Stato, anziché tutelare gli individui, si sostituisca a essi per scegliere al loro posto.
Seguono poi il rapporto tra ragione e trascendenza, col tentativo di recuperare una continuità tra metafisica e teologia che già san Tommaso aveva interrotto (per non parlar di Kant, che alle origini del moderno aveva offerto su un piatto d'argento la soluzione al dualismo tra fede e conoscenza sostenendo la trascendenza assoluta del divino); il mito delle radici cristiane d'Europa, che contraddice il comandamento Non nominare il nome di Dio invano; il tema tutto ratzingeriano della «critica della ragione moderna dal suo interno» e infine, tipica per esempio di movimenti come Comunione e Liberazione, «la sindrome di accerchiamento, il sentirsi attaccati o respinti ai margini dell'intellettualità, il credersi dunque in una posizione di difesa che va forse rovesciata in una di attacco». Per ognuno di questi punti c'è un'acuminata analisi retta sempre da grande rispetto intellettuale: il che rende più taglienti le conclusioni. E sempre, accanto alla critica, l'apertura di una possibile via alternativa, più evangelica e rispettosa del prossimo.
Su alcuni punti, pur non essendo un esperto, mi domando se non ci siano delle forzature. Per esempio certe tenaci idiosincrasie filosofiche di Roberta De Monticelli le fanno iscrivere Ratzinger (con biasimo nemmeno tanto implicito) tra i seguaci di Heidegger per la critica alla ragione strumentale e alla volontà di potenza della tecnica. Ma il tema dell'ambiguità della ragione, piaccia o no, è comune a molta filosofia novecentesca, dall'ultimo Husserl (quello della Crisi) a tutta la scuola di Francoforte (basti pensare alla Dialettica dell'Illuminismo) fino ad Habermas (che non a caso è uno degli interlocutori del papa). Più che di Heidegger mi sembra che Ratzinger sia intriso di un pessimismo antropologico che risale a Bonaventura e al suo apocalittico antiaristotelismo, come ha ben dimostrato il teologo americano Joseph Komonchak in un saggio utilissimo per comprendere la formazione dell'attuale pontefice e la sua distanza critica da tutta la cultura moderna, nella convinzione (anticonciliare) che dialogo e annuncio siano incompatibili. Un altro motivo di perplessità è la polemica un po' forzata che la De Monticelli conduce contro l'ermeneutica: forzata perché poi lei stessa giunge, a mio parere, alle medesime conclusioni. A parte il fatto che c'è ermeneutica ed ermeneutica: quella di Ricoeur, a esempio, e quella di Gadamer o, per stare in Italia, quella di Pareyson e di Vattimo, e quella di Paolo De Benedetti, sempre alla ricerca del 71° senso. O quella di Scholem, che riprende una vecchia tradizione qabbalistica secondo cui la rivelazione di Dio comincia e finisce nell'aleph, la prima lettera in apertura del Genesi; però l'aleph non ha nemmeno un suono preciso, è solo la predisposizione della glottide a parlare, poco più di un'emissione di fiato: tutto il resto è interpretazione umana.
Il conflitto delle interpretazioni, praticato dall'ermeneutica, non porta poi al nichilismo, non esclude affatto la necessità di giustificare razionalmente il pensiero e l'azione, anzi è nella «civile conversazione» di stampo umanistico che si può raggiungere un accordo razionale circa la verità per definizione inconoscibile e raggiungibile sempre e solo asintoticamente e quindi provvisoriamente e quindi storicamente. Senza per questo essere relativisti e magari credendo anche all'esistenza oggettiva, in qualche iperuranio, dei valori. Che però vengono da noi conosciuti e discussi e applicati sempre in modi storicamente determinati ed entro i paradigmi conoscitivi dell'epoca in cui ci è dato vivere.
L'ultima parte del libro è più provvisoria, la traccia di una ricerca in fieri che si prospetta particolarmente significativa. La De Monticelli, da brava fenomenologa e da simpatizzante, tra l'altro, di Edith Stein e di Simone Weil, sostiene correttamente che si può fare esperienza di verità anche in ciò che sfugge alla sfera delle motivazioni razionali ed empiricamente verificabili, vale a dire in ciò che va oltre la ragione, come per esempio l'esperienza del bello o, appunto, l'esperienza del divino. Sono sfere che pertengono allo spirito, quello spirito così tradito dall'ideologia dell'istituzione ecclesiastica, e che hanno a che fare col senso, con la sua donazione e con la sua ricerca. Anche l'esperienza di fede ha dignità conoscitiva e di questa dignità bisogna dar conto.
Di qui un tentativo, che mi ricorda quello grandioso di Rosenzweig nella Stella della redenzione, di esperire il mondo alla luce dei concetti religiosi, ovvero di usare in chiave categoriale certi temi della tradizione cristiana, come per esempio, qui, quello dell'incarnazione (che aiuta a vedere «la dimensione del valore nascosto nelle cose del mondo») . E per facilitare la chiarezza intellettuale la De Monticelli propone di sostituire la schematica distinzione tra credenti e non credenti con quella, più sottile e problematica, tra non indifferenti e indifferenti «al tipo di valori di cui è esperienza l'esperienza religiosa». Temo l'attendano tempi duri.
Gianandrea Piccioli
da "Diario" del 25/11/05 dc:
Quando Dio fa
Come la ragione è riuscita a sopravvivere ai miracoli
Le Imposture degli Antichi e i Miracoli dei Moderni di Carlo Augusto Viano, Einaudi pagine157-16euro
Senza problemi come il libero arbitrio, la predestinazione, l'onnipotenza, i miracoli, la filosofia avrebbe una vita più lineare, ma sarebbe così noiosa che i filosofi dovrebbero escogitare dei rompicapo. Questi rompicapo inventati ad hoc, però, risulterebbero meno interessanti di quelli forgiati a caldo dalle religioni nel corso dei secoli. E allora bisognerebbe distogliere i pupi dallo studio della storia del pensiero, onde evitare che qualcuno si accorga, per esempio, che un cervello in una vasca, come esperimento mentale, è squallido. Per fortuna questa è un'ipotesi irreale: le religioni ci sono, e continuano a imporre al pensiero ginnastiche poderose. In questo senso, l'idea di miracolo è formidabile. Viano svolge il tema in forma storica. Due millenni e mezzo di discussioni, centinaia di filosofi teologi e scienziati. Ha letto direttamente un numero infinito di testi, perché poco si fida dei riassunti altrui. Poi distilla in sette righe chiare un teologo che ha scritto seimila pagine incasinate. Non si cura di avvertirci che il suo è un riassunto diverso dal solito, e un tantino prezioso. Per signorilità, e del resto gli manca lo spazio: ha deciso di regalarci solo un decimo di quelle 1.500 pagine che chiunque altro, con quel materiale, avrebbe pubblicato. Sempre per signorilità: anche se il recensore tende a viverla come un'efferata forma di sadismo sabaudo. Come riassumere 150 pagine che ne riassumono 1.500? Tocca abbandonare il filo cronologico, e fingere di poter distinguere due temi fondamentali. Il primo è un tema di storia della cultura già intuibile dal titolo: come sia potuto accadere che la pubblica arena unanime chiami oggi miracoli quelle prestazioni che, se si verificano in ambiente pagano, vengono chiamate imposture. Così le chiamiamo noi, ma così le chiamavano - non sempre - i filosofi greci e romani. Come del resto hanno fatto, a volte in modo furtivo, diversi filosofi in epoca cristiana anche nei confronti dei miracoli monoteistici. Più o meno fino a un secolo fa, quando per motivi che troverete nel libro i filosofi decidono di smetterla col gretto positivismo, e la stessa parola «impostura» sparisce dalla circolazione. Il secondo tema (ma quanto è artificioso estrarlo dai suoi intrecci naturali!) è più schiettamente filosofico. Ossia epistemologico. Non nel senso anglosassone, ma proprio nel senso di filosofia della scienza. In definitiva, quindi, è anche un tema direttamente scientifico. Perché, per farla troppo breve e troppo facile, un miracolo che si rispetti ,deve violare le leggi di natura; se viola le leggi di natura è impossibile; se è impossibile allora come facciamo a credere a quelli che ce lo raccontano? Di solito se uno racconta una cosa impossibile viene immediatamente escluso dalla lista dei testimoni attendibili.
È proprio un problema difficile da risolvere, tanto che Pascal, scienziato e credente, affermava che i miracoli provano la fede, ma è la fede che fa credere ai miracoli. Sembra una di quelle piroette che gli piacevano tanto, e lo è, ma è anche un'ammissione sincera: epistemologia e miracoli, di per sé, fanno a pugni. Appunto. È proprio nel trasformare il pugilato in un balletto che si distinguono i bravi filosofi. E, dagli stoici fino agli inizi del secolo scorso, i Ray Sugar Robinson del pensiero sono stati tanti, e davvero pieni di fantasia. Perché la via fondamentale è un accorto indebolimento della natura e delle sue leggi, ma poi bisogna fare anche i conti con i poteri di Dio, e trattare il modo in cui gli uomini credono in modo che i miracoli siano credibili, ma non lo siano eventuali asini che volino per motivi privati. Sono cose davvero interessanti, leggere per credere (è proprio il caso di dirlo), anche se, non certo per colpa di Viano, man mano che ci si avvicina ai nostri tempi il divertimento cala. Perché i discorsi diventano più vaghi, e il vero è vero ma non proprio vero e le prove sì ma non proprio prove, e insomma son tutte metafore ma non proprio metafore. La voce narrante non perde quasi mai il suo tono da documentario scientifico, anche se ogni tanto si capisce che è sul punto di sbottare. Uno dei tratti più ammirevoli dell'operazione di Viano, in effetti, è proprio lo stile humianamente sereno. Il vecchio ragazzaccio ha saputo fingere molto bene di essere un anziano signore ormai superiore a qualsiasi polemica, una specie di grande dilettante che ama antichi tomi ed eterni rompicapi. Come capitava a Hume, con questo suo atteggiamento si farà odiare più che se avesse lanciato mortaretti ateistici. È un tipo di scrittura che facilita anche chi voglia rispondere con una congiura del silenzio, ma questo è un rischio che Viano ha certamente corso volentieri, pur di scrivere sulla religione, di questi tempi, etsi Ruini non daretur
maggio 2006 dc: Alessandro Capece (nel 2007 dc è diventato prima redattore e poi anche editore del giornale on line Resistenza Laica, a cui aderisco con questo sito) aveva inviato al sito di Atheia (era www.atheia.net) uno dei suoi scritti su tematiche anticlericali, e gli avevamo così proposto di renderlo scaricabile dal nostro sito.
Ora è su questo mio sito personale.
Il titolo è "Gli eredi di Satana", lo potete scaricare da qui in Word. Il blog dell'autore, dove potete trovare lo scritto, è http://www.trotzky.splinder.com/ , l'indirizzo e-mail dell'autore è antiglob@yahoo.it
Da "Diario" del 14 Ottobre 2005 dc:
Il nostro inviato Deborah Ameri da Canterbury
L'uomo che ha condensato la Bibbia
Il libro originale ha 1.189 capitoli, il reverendo Michael Hinton ne ha sfornato una versione mordi e fuggi di 50 pagine che si legge in 100 minuti. È già un bestseller. La Chiesa anglicana approva. Questa è la storia di un pretino di campagna (che poi si è trasferito al mare), accortosi tardi della vocazione e grande conoscitore di latino e greco e paziente studioso delle Sacre Scritture. C'è poi un piccolo editore di Canterbury che faceva anche il portavoce della diocesi, ma si addormentava sempre mentre leggeva la Bibbia. Infine, c'è una Chiesa, quella d'Inghilterra, che sta vivendo una profonda crisi. I fedeli scappano, non vanno a messa e sono piuttosto ignoranti. Urge uno stratagemma. Almeno per tamponare, se non per risolvere. Così è nata la mini Bibbia: The 100-minute Bible, il blasfemo Bignami del libro più sacro al mondo. Un riassunto delle Scritture che si legge, appunto, in 100 minuti e costa tre sterline (4,3 euro).
L'Inghilterra è impazzita. L'idea è parsa geniale. Quasi rivoluzionaria. Pagine di giornali e commenti. Programmi a tema spirituale sulla Bbc, su Itv, su Channel 4, su Five. Mai argomento religioso è stato tanto dibattuto. E nel calderone c'era anche un po' di pepe. Perché il distillato biblico è stato presentato, il 21 settembre, nientemeno che nella cattedrale di Canterbury, la San Pietro anglicana, la chiesa madre d'Inghilterra. Fosse stato davvero il Vaticano si sarebbe urlato come minimo al sacrilegio. Ma qui, è diverso. Siamo andati a vedere. E a incontrare i personaggi chiave.
Insegnava storia. Per raggiungere il reverendo Michael Hinton, autore del sunto, bastano un paio di ore di treno dalla stazione Victoria di Londra. Il sacerdote, 78 anni, è in pensione e vive a Dover, proprio di fronte alle bianche scogliere. È lo stereotipo in carne e ossa dell'anziano curato di campagna. Pochi capelli bianchi, riga da un lato, basette arruffate, sopracciglia folte e all'insù, un po' luciferine, largo sorriso, occhiali di metallo, apparecchio per la sordità. È così perfetto che sembra sia stato pastore per tutta la vita. Invece si è laureato a Oxford, per 35 anni ha insegnato storia in tre diversi licei, si è sposato, ha fatto cinque figli e solo nel 1984 dc è stato ordinato sacerdote. Ha scelto di fare il prete senza salario, in un villaggio del Kent e poi, nel 1995 dc si è rifugiato a Dover con la moglie Jean. Abitano in una palazzina accogliente, sul mare. «Oggi piove, ma di solito il tempo è splendido», assicura. Il reverendo, ci confessa, viene da un tour de force di interviste: «E chi se lo aspettava. Mi hanno cercato dal Sudafrica e dall'Australia. Anche da Radio vaticana», dice con mal celato orgoglio. Insomma, cos'è questa Bibbia in 100 minuti? «Un lavoro di rimpicciolimento. 11.189 capitoli del libro originale condensati in 50 pagine, che possono essere comodamente lette in cento minuti». Il pastore però ci ha impiegato due anni a tagliare Antico e Nuovo Testamento. Mica uno scherzo decidere cosa tenere e cosa buttare del libro più letto della storia. «Mi sono attenuto a due princìpi», spiega Hinton, «ho cercato di mantenere il più possibile il personaggio di Gesù, che è il protagonista. E di raccontare le storie più note al grande pubblico, come l'Arca di Noè, il diluvio universale, Mosè e la divisione del Mar Rosso». Detta così, la riduzione pare un fumettone per ragazzi. «È un riassunto fedelissimo», precisa il sacerdote, «molto stringato. E come tale non basta. È un'introduzione. Per dare un'idea a coloro che vanno di fretta. Ai quali, magari, poi verrà voglia di prendere in mano il libro originale». Insomma meglio tanti fedeli in più, anche se ignoranti, che pochi, ma dotti di teologia. Per conquistare anche i giovani il linguaggio usato è molto semplice, moderno, per niente criptico. La poeticità è stata abbandonata in favore della praticità. Ma è per una buona causa. «La società di oggi è secolare, individuale e materiale», prosegue padre Hinton, «ognuno pensa a se stesso, tutti vanno di fretta. Le chiese sono sempre più vuote. Gli unici che stanno acquisendo fedeli sono i pentecostali. Mentre da noi la gente varca il portone solo per matrimoni o funerali. Cioè quando ha bisogno». E dire che la Chiesa d'Inghilterra ha un'etichetta piuttosto liberal. Il futuro re, principe Carlo del Galles, fedifrago per tutta la vita, ha potuto sposare una donna divorziata, vissuta nel peccato, in una cerimonia civile, ma con la benedizione della regina, capo della Chiesa anglicana. «Una relazione fuori dal matrimonio era peggio», ragiona il reverendo Hinton. Giusto. A Roma però sarebbe stato fuori luogo.
Tolleranza con i gay: in dicembre entrerà in vigore nel Regno Unito una legge simile a quella che regola i Pacs francesi. Permetterà le unioni civili tra gay, che avranno gli stessi diritti ereditari e fiscali di mariti e mogli. La prima coppia ad arrivare all'altare, insieme a Elton John e il compagno David Furnish, sarà una donna sacerdote anglicano, lesbica dichiarata, che finalmente potrà unirsi alla fidanzata di una vita. Nessuno ha fiatato. Rientrerà nella legge e questo è sufficiente. Il reverendo Hinton ci tiene a precisare: «Non parlerei di matrimonio, ma di partnership. I richiedenti saranno protetti dalla legge. Ma il concetto di famiglia è una cosa diversa».
La fattoria dell'editore. Se per padre Hinton la speedy Bibbia rappresenta una missione di proselitismo, per colui che l'ha concepita potrebbe significare il riscatto di una vita. Léonard Budd, detto Len, è il titolare della 100-minute press, di Canterbury, che ha stampato il libretto. Andiamo a trovarlo, aspettandoci di essere ricevuti in un ufficio. Ma Mystole Farm, piccola fattoria in aperta campagna, non è solo la sede della casa editrice. Mister Budd lì ci vive pure. Casa e bottega, insomma. La 100-minute press si riduce a uno studiolo, ingombro di libri, carte e documenti, solcati dai tre gatti di casa e ciancicati dal labrador Vick. Piccolo editore, ma con grandi idee, Léonard: «Sono certo che la mini Bible diventerà un best seller come l'originale. Stiamo già preparando il lancio in altri Paesi, Italia compresa, e la tradurremo in varie lingue». Ma il colpo di genio, come è nato? «Qualche anno fa ero portavoce della diocesi di Canterbury. Mi trovavo a un convegno sulla conoscenza della Bibbia. Molti eminenti sacerdoti discutevano del fatto che i giovani di oggi non ricevono un'istruzione religiosa a scuola e non frequentano il catechismo. Per cui della Bibbia non sanno nulla. Allora ho pensato che avrei potuto pubblicare il sacro libro a puntate sulla rivista della parrocchia. Episodi da poter leggere in due minuti. Poi ho realizzato che ci sarebbe voluto troppo tempo e che sarebbe stato dispersivo. Così ho pensato ai 100 minuti, un titolo a effetto. Accattivante. Ed è stata un'idea vincente. Siamo talmente sommersi di richieste che non riusciamo a farvi fronte. Abbiamo venduto finora 10 mila copie e altre 30 mila, già ordinate, sono in stampa (si può anche acquistare on line su www.the100-mi-nutepress.com). Non ci aspettavamo tanto clamore. Alla presentazione c'erano più giornalisti che spettatori». Incuriosisce sapere quali altri libri mister Budd ha miniaturizzato in 100 minuti. «Be', nessuno. La Bibbia è il primo. Però, ho molte idee per i prossimi volumi. Ma non posso rivelarle». Capiamo. Ma allora, viene da chiedersi, prima cosa stampava questa casa editrice? Un genere di volumi molto diverso. Intanto non si chiamava così, ma semplicemente My-stole Pubblications. E lavorava per conto dell'Esercito della Salvezza, un'associazione presente in 109 Paesi del mondo che, come è scritto sul sito ufficiale: «Esiste per salvare le anime, creare gente santa e servire l'umanità sofferente». Mister Budd ci mostra le vecchie pubblicazioni, in lingua francese: Come coltivare i funghi in Basso Congo, Riconoscere i funghi in Basso Congo, La ripiantumazione dei boschi in Basso Congo. Erano rivolte alla popolazione locale. Non è chiaro se venissero distribuite gratuitamente. La Bibbia mordi e fuggi è senza dubbio un salto di qualità che gli ha procurato una fama inaspettata. Per questo non vuole sentire parlare di operazione blasfema: «Abbiamo semplicemente reso la Bibbia più accessibile. Non siamo i primi ad averne pubblicato solo una porzione. Non è un'idea rivoluzionaria. Solo un adattamento». E comunque sono chiacchiere inutili, sottintende, perché la Chiesa anglicana è dalla sua parte. L'autorevole imprimatur. Già, Canterbury è la capitale ecclesiastica del Regno Unito. E il diacono della cattedrale, il reverendo Robert Willis, ha addirittura preso parte al lancio del libello. «Un'idea meravigliosa», ha commentato, «per cominciare a conoscere la storia della Bibbia». La maestosa cattedrale gotica è avvolta nel silenzio e nel bagliore delle candele. Per queste navate si aggirano gli spiriti di santi, pellegrini e soldati, sepolti centinaia di anni or sono nella cripta. Chissà se i devoti visitatori (che hanno pagato cinque sterline d'ingresso) sarebbero disposti a leggere un surrogato delle Sacre Scritture. «Perché no», risponde Jean Michel, francese di Calais, in vacanza con la moglie, «non ho mai letto la Bibbia. Solo parte dei Vangeli. Mi piacerebbe averne un'idea, anche se generale». «A me sembra una trovata pubblicitaria», critica la signora Annabel, mentre fa acquisti al negozio della cattedrale, «però potrebbe attirare i giovani ignoranti in materia». «Nemmeno se avessi 100 anni a disposizione riuscirei a leggere la Bibbia», scherza un ragazzino in gita scolastica. Reverenda Annie si muove silenziosa nel buio. Sta buttando le vecchie candele consumate e sistemando quelle nuove. Sorride gentile, una massa incolta di capelli neri le circonda il viso minuto. «Una bella idea, siamo stati felici di averla tenuta a battesimo», commenta, «di questi tempi abbiamo bisogno di tutto. I fedeli continuano a diminuire. E noi andiamo incontro alla loro busy life». Detto da un prete fa un certo effetto.
Un articolo su "Panorama", sicuramente prima del 2001 dc, parlava di un singolare personaggio, Luca Staletti.
Uomini contro. Luca Staletti

Estremista PCI. Giramondo. Infine agente della Arsan. Storia di un arrabbiato vero. Passato da Pietro Secchia a «Emmanuelle»
di Giampiero Mughini (Nostra nota: non è questo, certo, un nome che dia garanzie...)
Quant'è sexy la rivoluzione
Altro che i presunti "cannibali", quei giovanotti alla Aldo Nove o Isabella Santacroce che mordicchiavano qua e là costumi e vezzi dell'Italia recente. Questo milanese di 76 anni, questo ex partigiano comunista che mezzo secolo fa abbandonò l'Italia e da allora vive a Parigi dov' è uno dei guru dell' editoria underground, questo Luca Staletti che quando vi riceve nel suo appartamento al XVIème arrondissement vi pesa e vi soppesa, di rabbia in corpo ne ha ancora a tonnellate. Da anarchico che non si piega di una virgola, da uomo d'editoria che conosce fatti e misfatti di autori e di libri, i suoi sono più colpi di sciabola che di fioretto in questo libro autobiografico, L'orzaiolo, che la piccola ma vitale casa editrice romana "Derive e approdi" sta per mandare in libreria.
Tutto comincia da quando lui, ex partigiano delle formazioni comuniste, non ne voleva sapere di accordi tra operai e padroni nell'Italia dei primi anni Cinquanta, e il suo punto di riferimento nel PCI era l'ala sinistra, quella che faceva capo a Pietro Secchia (nostra nota: quelli veramente a sinistra, i trozkisti e i bordighisti, erano fuori dal PCI da anni. O se n'erano andati o erano stati espulsi!). Quando il braccio destro di Secchia, Giulio Seniga, se ne andò via portandosi soldi e documenti del partito, e fini li la carriera politica di Secchia, Staletti e Seniga ebbero un tempestoso faccia a faccia, anche se oggi Staletti non ne vuole parlare (Seniga è morto qualche anno fa). Deluso dalla sinistra italiana, Staletti andò a cercare il suo pane per il mondo. Tenendo per baricentro Parigi. "Ho fatto cinque volte il giro del mondo" è il debutto del suo libro. In America Latina era di casa. Gli irregolari della vita e della politica li incontrava tutti, sempre restandone deluso. Quanto a quelli della sinistra scompigliata e ribelle, sempre li trovava o dogmatici o alla camomilla o non anarchici. Gli sembrava che dappertutto a pagare fossero gli "sgobba", che lavorano duro e guadagnano poco. A Parigi succede che nel Quartiere Latino, in rue du Cherche-Midi, c'è una libreria animata da un editore coraggioso e sulfureo, Eric Losfeld. Una bella e giovane donna, che come nome di battaglia si è data Emmanuelle, porta a Losfeld un grosso manoscritto dove sono raccontati sogni ed esperienze erotiche di una disinibita parigina che è andata a vivere a Bangkok. Pagine torride per la Francia e l'Europa della metà degli anni 60!
Dapprima il libro circola in due tomi semiclandestini che si vendono "sous le manteau". Più tardi, nel 1967 dc, Losfeld ne cura un'edizione ufficiale, un libro che verrà tradotto e piratato in tutte le lingue del mondo, un affare editoriale da miliardi. L'agente letterario dell'Emmanuelle reale è Staletti. Comincia lì la sua carriera di geniale "mezzano" tra autori ed editori: è lui che importa Guido Crepax in Francia e Wolinski in Italia. È lui all'origine della recente ed elegante versione italiana dell' "Histoire d'O" pubblicata dalla casa editrice "Es" di Milano.
Ma neppure questo placa la rabbia di Staletti. Lui non avrebbe voluto fare il contrabbandiere di materiale erotico, bensì il capo di una piccola casa editrice che stampasse cinque pamphlet all'anno, di politica e di denuncia: "Di quelli che fanno tremare cento persone alla volta". Gli sarebbe piaciuto fare il lavoro di Jerome Lyndon, fondatore delle "Editions de Minuit", morto pochi mesi fa. Gli sarebbe piaciuto pubblicare un libro come quello di Henri Alleg, "La question", che denunciava l'uso della tortura da parte dell' esercito francese in Algeria. Parlate a Staletti di Dio, dei padroni e dell'esercito e lui si metterà a ringhiare. Sublime anarchico di 76 anni.
Cari trentenni italiani, andate a scuola da lui a capire che cos'è un "cannibale".
Alcune osservazioni sulla lingua italiana
Io c'ho una mela. Tu c'hai una penna. Che c'hai lì? C'abbiamo fame!
Quante volte sentiamo parlare così? Non ci facciamo più neanche caso. Tanto così parla la "gente", i giornalisti, i cantanti, gli uomini di spettacolo, i politici e, cosa ancora più grave, i parlamentari. Ma non basta: gli scienziati, i divulgatori del sapere, i luminari di questa e quella disciplina. E' il gergo normale, perché stupirsene?
Io, però, non mi stupisco. M'incazzo.
Così parla Maurizio Costanzo. Direttore, tanti anni fa, di un pessimo quotidiano, "L'Occhio", per fortuna fallito in pochi mesi. Autore di teatro. Anchor man, come si dice.
Così parla anche Gianfranco Funari. Giornalista, attore, conduttore televisivo di dibattiti su temi importanti.
Così si esprimono attori, cantanti, giornalisti, uomini politici.
La forma in questione è un toscanismo, e come tale era normale nella lingua, anche scritta, fino a tutto l'anteguerra. Ora non più. E' sbagliata e suona male. E' sbagliata perché ritengo che quel "c" sia una contrazione di "ci", particella riflessiva, che è corretto usare in frasi come "ce l'abbiamo noi, la brioche", "ce ne hai dato troppo di vino", "ce ne siamo andati", "ci manca tanto la Peroni", "ci hai fatto un grande favore", e così via. Non penso che sia corretto interpretare ancora questo "ci" come, diciamo così, un "rafforzativo" del verbo avere. Anche i vari "esperti" della lingua, da quelli che intervengono in televisione a quelli dell'Accademia della Crusca, continuano a ritenere normale questa forma del verbo e, anzi, a disquisire se sia lecita la forma scritta con l'apostrofo!.
Giustificare l'uso diffusissimo di questa forma con Il fatto che la gente parli così non è un alibi. Se la lingua, è vero, si evolve e si modifica nell'uso quotidiano compito dei linguisti, degli esperti e degli insegnanti dovrebbe essere quello di stabilire regole certe, insegnarle e diffonderle.
Altro errore, che ormai è regola tollerata di italiano persino in alcuni testi scolastici di lingua italiana, é il seguente:
"glielo hai detto, a Luisa, che andiamo a cena?"
Quel "gli" sta per "a lui", é maschile, é un errore. Peccato che in italiano non sia prevista la particella pronominale femminile. Potremmo dire solamente "lo hai detto, a Luisa, che andiamo a cena?". Però possiamo rispondere "no, le ho detto che saremmo passati da lei". Ma la gente dice "no, gli ho detto....".
Stesso errore, ma al plurale:
invece di dire "ho dato loro le istruzioni", intendendo a più persone, tutti dicono "gli ho dato le istruzioni". Questo é un errore di ignoranza. Ma alla particella pronominale plurale i nostri maschilisti filologi del passato non hanno pensato: devi dire per esteso "le ho date loro", sottintendendo "le istruzioni", ma non puoi dire "gliele ho date" perché, come detto prima, "gli" vuol dire "a lui", non "a loro". Si potrebbe coniare una nuova particella, "li", anche a costo di far ridere i polli. Si potrebbe dire "lilo ho date", come nel femminile singolare si potrebbe dire "lelo ho date", introducendo la particella "le".
Ma, tanto, questo discorso non serve a niente. La gente continuerà a parlare sempre peggio, i linguisti ufficiali (compresi i membri dell'Accademia della Crusca) diranno, come dicono, che la lingua "cambia", che si "modifica", che si "adegua", io mi incazzerò sempre di più, e quando saremo morti noi, i rompiballe, non s'incazzerà più nessuno.
Jàdawin di Atheia, circa 2008
***
Qualcuno dissente dall'appiattimento culturale!
Dal quotidiano "la Repubblica" del 20 febbraio 2002 dc:
Gli alunni di una scuola di Treviso chiedono in una lettera che giornalisti e speaker tornino a rispettare la grammatica
Un appello dalle elementari per la difesa del congiuntivo
Il presidente dell'Accademia della Crusca: "Parliamone, ma non chiudiamo l'uso sociale del linguaggio in gabbie rigide"
TREVISO - Giornalisti, speaker televisivi, parroci, panettieri: gli adulti non sanno usare il congiuntivo e pronunciano abitualmente frasi che persino alle orecchie di chi la grammatica italiana la sta appena imparando suonano come eclatanti strafalcioni. La denuncia arriva dai bambini di Treviso, dagli alunni di quinta elementare della scuola "Ciardi". In una lettera-appello ai giornalisti e a quanti operano nel sistema delle comunicazioni chiedono che siano rispettate le regole grammaticali e propongono di fondare il "Movimento per la difesa del modo congiuntivo".
Ognuno dei venti paladini della lingua porta il suo esempio di errore grammaticale e se la maggior parte arrivano dalla televisione c'è anche chi fa notare gli strafalcioni delle persone che incontra ogni giorno, dal panettiere al parroco. "In occasione della cresima di mio cugino - racconta Giovanni Pandolfi - ho sentito il parroco pronunciare questa frase: 'Venghino, venghino i padrini'. Quando sono uscito dalla chiesa, non ho potuto trattenermi dal sottolineare l'errore a mio cugino e di fare una risata insieme a lui". Implacabili in difesa della grammatica non si lasciano sfuggire nemmeno un dettaglio. Pregano poi chi la lingua italiana ha il compito di divulgarla correttamente di smettere di sbagliare. "Quando ci accorgiamo di qualche errore, ci viene il mal di orecchi, - affermano decisi - e non perdiamo l'occasione di sottolineare, se possibile, la forma corretta".
"In questi giorni stiamo affrontando il modo congiuntivo - spiega l'insegnante, Maria Cristina Andreola - ed è su questo terreno che abbiamo iniziato a osservare gli errori". "Ma le violazioni delle regole della grammatica - aggiunge - abbracciano un panorama più ampio e non sempre si possono attribuire a refusi". Una volta indotti ad analizzare gli sbagli nel linguaggio comune, gli alunni hanno imparato presto a scovarli negli articoli di giornale, nel parlato dei presentatori televisivi e nel loro stesso reciproco comunicare. Lo scorso anno, tra l'altro, questi stessi alunni avevano "bacchettato" uno storico trevigiano che, in un suo libro, aveva scambiato due personaggi storici, errore che lui stesso aveva poi ammesso.
Il presidente dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, non ha lasciato cadere l'appello dei bimbi e li ha invitati tutti nella sede principale, a Firenze, per discutere dell'argomento, anche se ha teso a ridimensionare la portata della loro denuncia. "E' positivo - ha detto il presidente - che le scuole riflettano e dibattano su questi temi, ma bisogna conoscere bene anche la storia della lingua e l'uso sociale del linguaggio e non chiudersi in gabbie di norme rigide. Scopriremmo così che è una tendenza praticata da secoli quella di alternare il congiuntivo all'indicativo. Dunque, non ne farei un problema"
Mia nota: se anche l'Accademia della Crusca fa di questi discorsi siamo proprio ridotti male.....
MOSTRE e Iniziative
a cura di Jàdawin di Atheia
(la tabella sottostante viene implementata di volta in volta con mostre ed esposizioni che giudico interessanti. Una volta che l'evento termina viene eliminato ma la sede espositiva rimane nell'elenco per eventuali eventi futuri di cui venissi a conoscenza. Le regioni italiane vengono indicate come fossero repubbliche di una Repubblica Federale Italiana che non ci sarà mai. Perdonatemi questo gioco...)
Le località all'interno degli Stati esteri vengono elencate in ordine alfabetico crescente A-Z.
Per l'Italia, all'interno della singola regione, le località vengono indicate con lo stesso metodo iniziando dal capoluogo di provincia, seguito, nello stesso ordine alfabetico crescente, dalle eventuali località della medesima provincia.
I musei e le gallerie e le altre sedi espositive, situate nella stessa località, italiana o estera, vengono elencati nello stesso modo.
Da Giugno 2005 dc gli orari di apertura dei musei non sono più aggiornati. Questo perché la mia fonte principale di informazioni sulle mostre e iniziative, il supplemento de la Repubblica "I viaggi di Repubblica", ha deciso di non metterli più.....
Se in altro modo sarà possibile reperirli, li inserirò senz'altro.
Avviso: anche a mostre scadute lascio gli errori, gli svarioni e le incongruenze (descritti in rosso) del supplemento I Viaggi di Repubblica in vista di una ipotetica pagina in cui li raccolga tutti, tanto sono numerosi...
Settembre 2009 dc: il supplemento sopra menzionato non esce più, appunto, come supplemento distinto allegato al numero del giovedì di la Repubblica, ma inserito all'interno del giornale stesso e....di mercoledì! Sarà sicuramente un risparmio per il giornale, ma la maneggiabilità è ovviamente peggiorata, come la qualità di stampa delle foto. L'elenco delle mostre è molto ridotto, e non vengono nemmeno più inseriti gli indirizzi dei musei.
Ulteriore perplessità mi dà il fatto che mantiene la numerazione progressiva (e non vedo perché, dal momento che non è più un "supplemento" ma un "inserto") ma ha perso la "i" iniziale: appare chiamarsi, infatti, solo "Viaggi"....oppure è "la Repubblica viaggi"? Oppure "la Repubblica R Viaggi"?
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DOVE |
indirizzo e orari |
COSA |
note eventuali |
QUANDO |
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Australia |
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| NATIONAL GALLERY OF ARTS | Parks Place, Canberra | |||
| ART GALLERY OF NEW SOUTH WALES | Art Gallery Road, Sidney. Orario: 10/17 | |||
| NATIONAL GALLERY OF VICTORIA | Federation Square, Melbourne | |||
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Austria |
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| ALBERTINA MUSEUM | Albertinplatz 1, Vienna. www.albertina.at | |||
| BA-CA KUNSTFORUM | Freyung 8, Vienna. Orario: 10/19, fino alle 21 il Venerdì | |||
| KUNSTHISTORISCHES MUSEUM | Maria Theresienplatz, Vienna. Orario indicativo: 10/18, fino alle 21 il Giovedì | |||
| KUNSTHALLE WIEN | Museumplatz 1, Vienna. Orario indicativo: 10/19 | |||
| KUNSTHAUS WIEN | Untere Weissgerberstrasse 13, Vienna. | |||
| KUNSTFORUM WIEN | Freyung 8, Vienna. Orario: 19/19 | |||
| LEOPOLD MUSEUM | Museumplatz 1, Vienna | |||
| MUMOK-MUSEUM MODERNER KUNST | Museumplatz 1, Vienna. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| OBER BELVEDERE | Prinz-Eugen strasse 27, Vienna. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| OSTERREICHIRISCHE GALERIE | Ober Belvedere, Vienna. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
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Belgio |
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| KONINKLIJK MUSEUM VOOR SCHONE KUNSTEN ANTWERPEN | Plaatsnijdersstraat 2, Anversa. | |||
| CENTRE CIVA | Rue de l'Emitage 55, Bruxelles. Orario: 11/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSE'E ROYAUX DES BEAUX-ARTS DE BELGIQUE (ma i soliti de I Viaggi di Repubblica del 16 Luglio 2009 dc ora tralasciano "de Belgique"...) | Rue de la Régence 3, Bruxelles. | |||
| NATIONAL BASILICA KOEKELBERG | Koekelberg, Bruxelles | |||
| MUSÉE ROYAL DE L'AFRIQUE CENTRALE | Leuvensesteenweg 13, Tervure, Bruxelles. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| PALAIS DES BEAUX-ARTS | Rue Ravenstein 23, Bruxelles. | |||
| CENTRE D'ART CONTEMPORAIN | Avenue Paul Pastur 11, Charleroi. Orario indicativo: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSEE DE LA PHOTOGRAPHIE | Avenue Paul Pastur 11, Charleroi. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
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Canada |
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| MONTREAL MUSEUM OF MODERN ARTS | 1380 Sherbroke Street West, Montreal. Orario indicativo: 10/18 | |||
| MUSE'E D'ART CONTEMPORAIN | 185 rue Sante Catherine Ouest, Montreal. Orario: 10/18, fino alle 21 il Mercoledì, Lunedì chiuso | |||
| NATIONAL GALLERY OF CANADA | 380 Sussex Drive, Ottawa. Orario: 9,30/17, Mercoledì fino alle 20, Lunedì chiuso | |||
| ART GALLERY OF ONTARIO | 317 Dundas Street West (i sempre precisi e coerenti redattori del supplemento I Viaggi di Repubblica, nel numero del 14 Maggio 2009 dc, dell'indirizzo stavolta hanno tralasciato "West"), Toronto. Orario: 11/18, Lunedì chiuso | |||
| BATA SHOE MUSEUM | 327 Bloor str., Toronto | |||
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Danimarca |
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| MUSEO D'ARTE MODERNA ARKEN | Copenhagen | |||
| STATENS MUSEUM FOR KUNST | Solvgade 48-50, Copenhagen. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| MUSEUM FOR MODERNE KUNST | Humlebaek (Copenhagen) | |||
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Finlandia |
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| ATENEUM ART MUSEUM | Kaivokatu 2, Helsinki. Orario: Martedì e Venerdì 9/18, Lunedì chiuso | |||
| KIASMA MUSEUM | Mannerheiminaukio 2, Helsinki. | |||
| KIASMA MUSEUM | Mannerheiminaukio 2, Helsinki. | |||
| MUSEO FINLANDESE DELLA FOTOGRAFIA | Tallberginkatu 1g, Helsinki. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
|
Francia |
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| MUSÉE PICASSO | Antibes, Chateau Grimaldi (Costa Azzurra) | |||
| MUSEE DES BEAUX ARTS | Le Chateu, Caen (Normandia). Orario: 11/17, Martedì chiuso | |||
| MUSÉE DE LA PHOTOGRAPHIE | Avenue Paul Pasteur 11, Charleroi. Orario indicativo: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| ABBAYE DE DAOULAS | Rue de l'Eglis (o Eglise?) 21, Daoulas (Finistere, Bretagna) | |||
| PALAIS DES BEAUX-ARTS | Place de la Republique, Lille. | |||
| MUSÉE D'ART CONTEMPORAIN | Quai Charles de Gaulle, Lione. Orario: 12/19, Lunedì e Martedì chiuso | |||
| FONDATION PIERRE GIANADDA | Rue du Forum 59, Martigny | |||
| MUSÉE DE LA COUR D'OR | Rue du Haut-Poirier 2, Metz | |||
| ARTS DECORATIFS | Rue de Rivoli 107, Parigi | |||
| FONDAZIONE CARTIER | Boulevard Raspail 261, Parigi. Orario: 10/18 | |||
| CENTRE GEORGES POMPIDOU (BEAUBOURG) | Rue Beaubourg 19, (Place Pompidou) Parigi. | |||
| FONDATION DINA VIEMY-MUSEE' MAILLOL | Rue de Grenelle 61, Parigi. Orario: 11/18, Martedì chiuso | |||
| FORUM DES HALLES | Rue Pierre-Lescot 1-7, Parigi. Orario: 10-19,30, Domenica chiuso | |||
| HOTEL DE SULLY | Rue Saint Antoine, Parigi. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| GALERIE NATIONAL DE JEU DE PAUME | Place de la concorde 1, Parigi. Orario: 12/19, Lunedì chiuso | |||
| GALERIES NATIONALES DU GRAND PALAIS | Avenue du Général Eisenhower 3, Parigi. | |||
| INSTITUT DU MONDE ARABE | Rue des Fossès-Saint Berbard 1, Parigi. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| LE MUSÉE DU MONTPARNASSE | Avenue du Maine 21, Parigi. Orario: 13/19, Lunedì chiuso | |||
| MUSÉE D'ART MODERNE DEL LA VILLE DE PARIS | Avenue du Président Wilson 11, Parigi | |||
| MUSÉE DE LA PUBLICITE | Rue de Rivoli 107, Parigi. | |||
| MUSÉE DES ARTS DÉCORATIFS | Rue de Rivoli, Parigi | |||
| MUSÉE D'ORSAY | Rue de Lille 62, Parigi | |||
| MUSÉE D'ORSAY | Rue de Lille 62, Parigi. | |||
| MUSÉE DU LOUVRE | Rue de Rivoli 99-Quai du Louvre 34, Parigi. Orario indicativo: 9/18, Martedì chiuso | |||
| MUSÉE DU LOUVRE | Rue de Rivoli 99-Quai du Louvre 34, Parigi. Orario indicativo: 9/18, Martedì chiuso | |||
| MUSÉE DU LUXEMBOURG (così è indicato nel suo stesso sito: per altri, invece, è "LUXENBOURG") | Rue de Vangirard 19, Parigi.(Per il supplemento "i Viaggi di Repubblica" l'indirizzo, a volte, è "Rue du Luxembourg 19"-?). Orario (non aggiornato): 10/19, Lunedì e Venerdì fino alle 22,30, Sabato e Domenica fino alle 20 | |||
| MUSÉE DU PETIT PALAIS | Avenue Dutuit, I-Parigi Orario: 9,30/19,30, Lunedì chiuso | |||
| MUSÉE JACQUEMART-ANDRÉ | Boulevard Haussmann 158, Parigi | |||
| MUSÉE MARMOTTAN MONET | Rue Louis-Boilly 2, Parigi. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
|
Germania |
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| HAMBURGER KUNSTHALLE | Glockengieserwall, Ambugo. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSEUM FÜR KUNST UND GEWERBE HAMBURG | Steinplatz, Amburgo. | |||
| MUSEUM FÜR KUNST UND GEWERBE HAMBURG | Steinplatz, Amburgo. | |||
| STIFTUNG HISTORISCHE MUSEUM | Amburgo. | |||
| KUNSTMUSEUM | St. Alban-Graben 16, Basilea. Orario: 10/17 | |||
| C/O BERLIN | Oranienburgerstrasse, Berlino | |||
| DEUTSCHE GUGGENHEIM BERLINO | Unter den Linden 13-15, Berlino | |||
| DEUTSCHE HISTORISCHES MUSEUM | Unter den Linden 2, Berlino | |||
| GUGGENHEIM BERLIN | Unter den Linden, Berlino | |||
| MARTIN-GROPIUS-BAU | Niederkirknerstrasse 7, Berlino. Orario: 10/18 | |||
| NEUE NATIONALGELERIE | Potsdamerstraße 50, Berlino. Orario: 10/18 | |||
| STAATISCHE MUSEUM | Mattalkirkplatz, (sempre lo stesso ineffabile supplemento i Viaggi di Repubblica del 22 Gennaio 2009 dà questo indirizzo: C. R. Genthinerstr. 38), Berlino | |||
| VITRA DESIGN MUSEUM | Kopenhagener strasse 58, Berlino. Orario: 11/20, fino alle 22 il Venerdì, Lunedì chiuso | |||
| KUNST UND AUSSTELLUNGSHALLE DER BUNDESREPUBLIK DEUTSCHLAND (KUNST MUSEUM BONN) | Firedrich Ebert Allee, Bonn. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
| KUNSTHALLE BREMEN | Am Wall 207, Brema. Orario: 10/17, chiuso il 1 Gennaio 2003 | |||
| WALLRAF-RICHARTZ-MUSEUM | Bischofsgartenstrasse 1, Colonia. Orario: 9/18 | |||
| K20 KUNSTSAMMLUNG NORDRHEIN-WESTFALEN | Grabblerplatz 5, Dusseldorf. | |||
| MUSEUM FÜR MODERNE KUNST | Domstrasse 10, Francoforte | |||
| SCHIM KUNSTHALLE FRANFURT | Römerberg, Francoforte. | |||
| STÄDEL MUSEUM FRANKFURT | Dürerstrasse 2, Francoforte. Orario indicativo: Mercoledì e Giovedì 10/22, Lunedì chiuso, gli altri giorni 10/20. | |||
| SCHIM KUNSTHALLE FRANKFURT | Römerberg, Francoforte. | |||
| BADISCHES LANDESMUSEUM | Karlsruhe. Orario: 10/18 | |||
| MUSEUM FUR NEUE KUNST | Lorenzstrasse 9, Karlruhe. Orario: 10/22, fino alle 18 Sabato e Domenica, Lunedì chiuso | |||
| ALTE PINAKOTHEK | Monaco di Baviera. Orario: 10/17, Lunedì chiuso. | |||
| HAUS DER KUNST | Prinzregentstrasse 1, Monaco di Baviera. Orario: 10/22 | |||
| KUNSTHALLE DER HYPO-KULTURSTIFTUNG | Theatinerstrasse 8, Monaco di Baviera. | |||
| NEUES MUSEUM/STAATLICHES MUSEUM FÜR KUNST UND DESIGN | Luitpoldstrasse 5, Norimberga. Orario: 10/20, Sabato e Domenica fino alle 18, Lunedì chiuso | |||
| FORUM DELLA BANCA DELLA REGIONE DI BADE-WURTEMBERG | Lautenschlager Strasse 3, Stoccarda. | |||
| STAATSGALERIE STUTTGART | Konrad Adenauer Strasse 30-32, Stoccarda. Orario: 10/18, Lunedì chiuso. | |||
| VITRA DESIGN MUSEUM | Charles-Eames strasse 1, Weil am Rhein. Orario: 11/18 | |||
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Giappone |
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| MUSEO NAZIONALE D'ARTE MODERNA | Enshoji-cho, Okazaki,Sakyoto-ku, Kyoto. Orario: 9,30/17 | |||
| METROPOLITAN TEIEN ART MUSEUM | 5 21 V9 Shirokanedai, Minato-ku, Tokyo. Orario: 10/18 | |||
| MORI ART MUSEUM | 52-53F Roppongi Hills Mori Tower/6-10-1 Roppongi, Minato-ku, Tokyo. Orario: 10/22 | |||
| NATIONAL MUSEUM OF WESTERN ART | 7-7 Ueno-Ioen, Taitoku, Tokyo. Orario: 9,30/17, Venerdì fino alle 21 | |||
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Grecia |
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| CYCLADIC ART MUSEUM | Neophytou Douka 4, Atene | |||
| MUSEO ATHINAIS | Kastorias 34/36, Atene | |||
| NATIONAL GALLERY ALEXANDROS SOUTZOS MUSEUM | Michalakopoulou str. 1, Atene. Orario: ? | |||
| MUSEO HERAKLEIDON | 16 Herakleidon, Thissio. Orario: 10/21 | |||
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Irlanda |
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| NATIONAL GALLERY OF IRELAND (ma c'è sempre la precisione de I Viaggi di Repubblica del 9 Luglio 2009 dc che la chiama solo "National Gallery"....) | Merrion Square West, Dublino. | |||
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Olanda |
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| AEROPORTO SCHIPHOL | Ala E e F, Amsterdam | |||
| HERMITAGE AMSTERDAM | Nieuwe Herengracht 14, Amsterdam (eh già, il solito I Viaggi di Repubblica del 18 Giugno 2009 dc dà invece come indirizzo Amstel 51...). Orario indicativo: 10/17 | |||
| REMBRANDTHUIS | Jodenbreestraat 4, Amsterdam. Orario (non aggiornato): 10/17 | |||
| RIJKSMUSEUM AMSTERDAM SHILPHOL | Holland Boulevard (corridoio che congiunge i Pier E e F all'aeroporto di Amsterdam. Orario: 7/20 | |||
| STEDELIJK MUSEUM | Paulus Potterstraat 31, Amsterdam. | |||
| VAN GOGH MUSEUM | Paulus Potterstraat 7, Amsterdam. | |||
| VAN GOGH MUSEUM | Paulus Potterstraat 7, Amsterdam. | |||
| DE NIEUWE KERK (il supplemento "i Viaggi di Relpubblica" è diventato inserto ma la superficialità e imprecisione non sono cambiate: nel numero di mercoledì 21 ottobre 2009 dc il museo si chiama "De Nieuwe Kerk Dam". ma "Dam" è il nome della piazza dove ha sede!) | Piazza Dam, Amsterdam (il numero civico non c'è neanche nel sito ufficiale...) .Orario: tutti i giorni 10/18, Giovedì fino alle 22. | |||
| VANABBE MUSEUM | Bilderdkjklaan, Eindhooven | |||
| GRONINGER MUSEUM | Museummeiland 1, Groningen. | |||
| FOTOMUSEUM DEN HAAG | Stadhouserslaam 43, L'Aja. Orario: 12/20, Lunedì chiuso | |||
| GEMEENTE MUSEUM DEN HAAG (sul numero del 7 Maggio 2009 dc di I viaggi di Repubblica stavolta il museo si chiama "Gemeentemuseum"...) | Stadhouderslaan 41, L'Aja. Orario indicativo: 11/17, Lunedì chiuso | |||
| MAURITSHUIS MUSEUM | Korte Vijverberg 8, L'Aja. | |||
| PMMK | Romestraat 11, Ostenda. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| KUNSTHAL | Museumpark, Westzeedijk 341, Rotterdam. | |||
| KUNSTHAL | Museumpark, Westzeedijk 341, Rotterdam. | |||
| KUNSTHAL | Museumpark, Westzeedijk 341, Rotterdam | |||
| MUSEUM BOJIMANS VAN BEUNINGEN | Museumpark 18-20, Rotterdam. | |||
| NETHERLANDS ARCHITECTURE INSTITUTE | Museumpark 25, Rotterdam | |||
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Portogallo |
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| GUGGENHEIM BILBAO | Abandoibarra, Bilbao | |||
| CENTRO CULTURAL DE BELEM | Praça do Imperio, Lisbona. | |||
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Repubblica Popolare Cinese |
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| HONG KONG MUSEUM OF HISTORY | 100 Chatham Road, Hong Kong. Orario: 10/18 | |||
| UNIVERSITY MUSEUM AND ART GALLERY | Bonham Rosad, Hong Kong. Orario: 9,30/18-13,30/17,30 la Domenica | |||
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Russia |
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| THE STATE HERMITAGE MUSEUM | M. Dvotsovaya Nabereshnaya, 34, St. Petersburg (Leningrado!). | |||
| HE STATE HERMITAGE MUSEUM | M. Dvotsovaya Nabereshnaya, 34, St. Petersburg (Leningrado!!). | |||
| THE STATE RUSSIAN MUSEUM | Inzhenernaya Str. 4/2-St. Petersburg (Leningrado!!). Martedì chiuso | |||
| CASA DELLA FOTOGRAFIA DI MOSCA | 16 Ostojenka, Mosca. | |||
| GALLERIA A 3 | Starokonjushennyj 39, Mosca. | |||
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Spagna |
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| CAIXAFORUM | Av. Marquées de Comillas 6/8, Barcellona. Orario: 10/20, Lunedì chiuso | |||
| CENTRE DE CULTURA CONTEMPORANIA DE BARCELLONA | Montalegre 5, Barcellona. Orario: 10/20, Lunedì chiuso | |||
| CENTRE DE CULTURA CONTEMPORANIA DE BARCELLONA | Montalegre 5, Barcellona. | |||
| FUNDACIÓ JOAN MIRÓ | Parc de Montjuïc, Barcellona. Orario:10/19, Lunedì chiuso | |||
| MACBA | Placa del Angels 1, Barcellona. Orario: 11/19,30, Martedì chiuso | |||
| MUSEU PICASSO | Montcada 15/19, Barcellona. Orario: 10/20, Lunedì chiuso | |||
| GUGGENHEIM MUSEUM BILBAO | Avenida Abandoibarra, Bilbao. | |||
| MUSEO NACIONAL DEL PRADO | Paseo del Prado, Madrid. | |||
| MUSEO NACIONAL DEL PRADO (e stavolta I Viaggi di Repubblica del 25 Giugno 2009 dc lo chiama solamente "Museo del Prado"...) | Paseo del Prado, Madrid. | |||
| MUSEO THYSSEN-BOMEMISZA | Paseo del Prado 8, Madrid. | |||
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Svezia |
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| GÖTEBORGS KONSTMUSEUM | Götaplatsen/Avenyn, Göteborg. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| ARKITEKTURMUSEET | Skeppsholmen, Stoccolma. | |||
| ARKITEKTURMUSEET | Skeppsholmen, Stoccolma. | |||
| DANSMUSEET | Gustav Adolfs 22, Stoccolma. Orario: 11/16, Lunedì chiuso | |||
| MAGASIN 3 STOCKHOLM KONSTHALL | Frihammen, Stccolma | |||
| MODERNA MUSEET | Skeppsholmen, Stoccolma. | |||
| NATIONAL MUSEUM | Sodra Blasieholmshammen, Stoccolma. | |||
| NORDISKA MUSEET | Djurgårdsvägen 6-16, Stoccolma. | |||
| NORDISKA MUSEET | Djurgårdsvägen 6-16, Stoccolma. | |||
| SVENSKT TENN | Strändvagen 5, Stoccolma. Orario: 10/18 | |||
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Svizzera |
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| FONDATION BEYELER | Baselstrasse
101, Basilea. (sulla stessa fonte, il supplemento i Viaggi di Repubblica del 9 Ottobre 2008 dc, ora scopro che il civico indicato è il 77. No comment) |
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| KUNSTMUSEUM BASEL | (St)Alben Graben 16, Basilea | |||
| MUSEUM DER KULTUREN | Augustinerstrasse 2, Basilea. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| SKULPTURHALLLE BASEL | Mittlere strasse 17, Basilea | |||
| MUSEUM FÜR KOMMUNICATION | Helvetia strasse, Berna | |||
| MUSEE BARBIER-MUELLER | Rue Jean Calvin 10, Ginevra. Orario: 11/17 | |||
| FONDATION DE L'HERMITAGE | Route du signal 2, Losanna. Orario: 10/18 | |||
| GALLERIA GOTTARDO | Viale Stefano Franscini 12, Lugano. Orario: 14/17, Mercoledì e Sabato dalle 10, Domenica 11/16, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO D'ARTE MODERNA (Nel numero del 23 Aprile 2009 dc de i Viaggi di Repubblica, per i soliti ineffabili redattori romani il museo perde "moderna" e rimane solo "Museo d'Arte"...) | (E nel numero 18 Maggio 2009 dc de i Viaggi dii Repubblica compare, prima dell'indirizzo, "Villa Malpensata"...) Riva Caccia 5, Lugano. Orario indicativo 9/19, Lunedì chiuso | |||
| CASTELLO VISCONTEO E CASORELLA | Locarno. Orario: 10/18, Lunedì chiuso. | |||
| FONDATION DE L'HERMITAGE | 2 Route du Signal, Losanna. Orario: 10/18, fino alle 21 il Giovedì, Lunedì chiuso | |||
| FONDATION PIERRE GIANADDA | Rue du Forum 59, Martigny. | |||
| PINACOTECA ZÜRST | Rancate, (Canton Ticino) | |||
| KUNSTMUSEUM WINTERTHUR | Museumstrasse 52, Winterthur | |||
| KUNSTHAUS (gli ineffabili redattori del supplemento I viaggi di Repubblica del 14 Maggio 2009 dc lo indicano come "Kunsthaus Zurich"....) | Heimplatz 1, Zurigo. Orario: 10/21 da Martedì a Giovedì, fino alle 17 da Venerdì a Domenica | |||
| LANDESMUSEUM ZURICH | Museumstrasse 2, Zurigo. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO RIETBERG | Gablerstrasse 15, Zurigo. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
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Turchia |
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| SAKIP SABANCI MÜZESI-SAKIP SABANCI CADDESI | Istambil | |||
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UK-United Kingdom (Regno Unito di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) |
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| ULSTER MUSEUM | Botanic Gardens, Belfast. Orario: 10/17 | |||
| FITZWILLIAM MUSEUM | Trumpington Street, Cambridge. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| CITY ART CENTER | 2 Market Street, Edimburgo | |||
| NATIONAL GALLERY OF SCOTLAND | The Mound, Edimburgo. Orario: 10/17, fino alle 19 il Giovedì | |||
| SCOTTISH NATIONAL PROTRAIT GALLERY | 1 Queen street, Edimburgo. Orario: 10/17 | |||
| TATE LIVERPOOL | Albert Dock, Liverpool. | |||
| ATLANTIS GALLERY, THE OLD TRUMAN BREWERY | 146 Brick Lane, Londra. Orario: 9/21 | |||
| BARBICAN CENTRE | Silk Street, Londra. | |||
| BRITISH LIBRARY | 96 Euston Road, Londra. | |||
| BRITISH MUSEUM | Great Russel Street, Londra. | |||
| COURTAULD GALLERY | Somerset House, Strand, Londra. | |||
| COURTAULD INSITUTE OF ART | Somerset House, Strand, Londra. Orario indicativo: 10/18 | |||
| COURTAULD INSTITUTE OF ART | Somerset House, Strand, Londra. Orario indicativo: 10/18 | |||
| DESIGN MUSEUM | 28 Shad Thames, Londra. | |||
| ESTORICK COLLECTION | 39a Canonbury Square- Londra. |
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| ESTORICK COLLECTION | 39a Canonbury Square, Londra. | |||
| GILBERT COLLECTION | Somerset House, Londra | |||
| IMPERIAL WAR MUSEUM | Lambert Road, Londra. | |||
| NATIONAL MARITIME MUSEUM | Romney Road, Greenwich, Londra (il numero civico non compare nemmeno nel sito ufficiale del museo....) | |||
| NATIONAL PORTRAIT GALLERY | St. Martin's Place, Londra. | |||
| NATIONAL PORTRAIT GALLERY | St. Martin's Place, Londra. | |||
| ROYAL ACADEMY OF ARTS | Burlington House, Piccadilly, Londra. Orario indicativo: 10/18 | |||
| ROYAL ACADEMY OF ARTS | Burlington House, Piccadilly, Londra. Orario indicativo: 10/18 | |||
| TATE BRITAIN (ed ora, tanto per cambiare, I Viaggi di Repubblica del 25 Giugno 2009 dc lo chiamano "Tate Gallery"...) | Millbank, Londra. | |||
| TATE MODERN | Bankside, Londra. Orario indicativo: 10/18, fino alle 22 Venerdì e Sabato | |||
| THE HAYWARD GALLERY | South Bank Centre, Belvedere Road, Londra. | |||
| THE NATIONAL GALLERY | Trafalgar square, Londra. | |||
| THE NATIONAL GALLERY | Trafalgar square, Londra. | |||
| VICTORIA AND ALBERT MUSEUM (ora la stessa fonte, il supplemento I viaggi di Repubblica - maggio 2009 - lo indica come "Victoria&Albert Museum" ma, nel numero del 9 Luglio 2009 dc, ci mette almeno gli spazi...) | Cromwell Road. South Kesington, Londra. | |||
| VICTORIA AND ALBERT MUSEUM | Cromwell Road. South Kesington, Londra. | |||
| THE WALLACE COLLECTION, HERFORD HOUSE | Manchester Square, Londra. Orario: 10/17, dalle 12 la Domenica | |||
| WHITEWORTH ART GALLERY | University of Manchester, Oxford road, Manchester. Orario: 10/17, la Domenica dalle 14 | |||
|
Ungheria |
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| ERNST MUSEUM | Nagymezo ulica 8, Budapest. Orario: 11/17, Lunedì chiuso | |||
| MAGYAR NEMZETI MUZEUM | Muzeum Krt 14, Budapest | |||
| SZÉPMŨVÉTI MÚZEUM | Dózsa György 41, Budapest | |||
|
USA-United States of America (Stati Uniti d'America) |
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| UNIVERSITY OF MICHIGAN MUSEUM OF ART | South University Avenue 1301, Ann Arbor, Michigan (il sempre molto preciso supplemento I viaggi di Repubblica del 26 Marzo 2009 dc da invece questo indirizzo: 525 South State Street...) | |||
| HIGH MUSEUM OF ART | 1280 Peachtree Street, Atlanta. Orario: 10/17, 12/17 la Domenica, Lunedì chiuso | |||
| THE BALTIMORA MUSEUM OF ARTS | Baltimora. | |||
| THE WALTERS ART MUSEUM | 600 North Charles Street, Baltimora. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| MUSEUM OF FINE ARTS (il sempre l'ineffabile e preciso supplemento I viaggi di Repubblica, numero del 26 Febbraio 2009 dc - quando me ne sono accorto - lo chiama Fine Arts Museum, e dall'indirizzo è sparito il civico....) | 465 Huntington Avenue, Boston. (sempre l'ultrapreciso Viaggi di Repubblica, nel numero del 9 Aprile 2009 dc, indica come indirizzo Avenue of the Arts...) | |||
| MUSEUM OF FINE ARTS | 465 Huntington Avenue, Boston. | |||
| BROOKLYN MUSEUM OF ART | 200 East Parkway, Brooklyn. Orario: 10/17, 11/18 la Domenica | |||
| THE ART INSTITUTE OF CHICAGO | 111 South Michigan Avenue, Chicago. Orario: 10,30/16,30, fino alle 20 il Martedì, Sabato e Domenica 10/17 | |||
| THE ART INSTITUTE OF CHICAGO | 111 South Michigan Avenue, Chicago. Orario indicativo: 10,30/16,30, fino alle 21 il Martedì | |||
| THE FIELD MUSEUM | 1400 Salt Lake Shore Drive, Chicago | |||
| KIMBELL ART MUSEUM | 3333 Camp Bowie Boulevard, Forth Worth, Texas. Orario: 10/17, 12/20 il Venerdì | |||
| THE MENIL COLLECTION | 1511 Branard, Houston (Texas) | |||
| GUGGENHEIM MUSEUM | 3355 Las Vegas Boulevard, Las Vegas. Orario: 9,30/20,30 | |||
| GAGOSIAN GALLERY | 980 Madison Avenue, Los Angeles. Orario: 10/18,30, Lunedì chiuso | |||
| PAUL GETTY MUSEUM | Los Angeles. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| LOS ANGELES COUNTY MUSEUM OF ART | 5905 Wilshire boulevard, Los Angeles. Orario indicativo: 12/20, fino alle 21 il Venerdì, 11/20 Sabato e Domenica | |||
| THE MUSEUM OF CONTEMPORARY ART | 250 South Grand Avenue, Los Angeles. Orario indicativo: 11/17, 11/20 il Giovedì, 10/20 il Sabato, 10/18 la Domenica, Lunedì chiuso | |||
| WOLFSONIAN MUSEUM | 1001 Washington Avenue, Miami Beach. Orario indicativo: 12/18, Lunedì chiuso | |||
| AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY | Central Park West e 79th street, New York. Orario: 10/17,45 | |||
| AMERICAN MUSEUM OF NATURAL HISTORY | 79th street, New York. Orario: 10/17,45 | |||
| BROOKLYN MUSEUM OF ART | 200 Eastern Parkway, New York. | |||
| CRISTINEROSE GALLERY | 529 West 20th Street, New York. Orario: 11/18, Lunedì chiuso | |||
| GUGGENHEIM MUSEUM | Guggenheim Museum 575-Brodway-New York. | |||
| GREY ART GALLERY NYU | 100 Washington Square East, New York | |||
| INTERNATIONAL CENTER OF PHOTOGRAPHY | Avenue of the Americas, New York. | |||
| ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA | 686 Park Avenue, New York | |||
| MORGAN LIBRARY | 225 Madison Avenue, New York | |||
| MUSEUM OF SEX | 233 Fifth Avenue, New York. Orario: 10/18,30 | |||
| MUSEUM OF MODERN ART (MOMA) | 11 West 53 Street, New York. www.moma.org | |||
| MUSEUM OF MODERN ART (MOMA) | 11 West 53 Street, New York. | |||
| NEUE GALLERY, MUSEO PER L'ARTE TEDESCA E AUSTRIACA | 1048 5th Avenue, New York. Orario indicativo: 11/18, chiuso dal Martedì al Giovedì | |||
| ONASSIS CULTURAL CENTER | 645 Fifth Avenue, New York | |||
| PACEWINDENSTEIN GALLERY | 32 East, 52th street, New York | |||
| SKYSCRAPER MUSEUM | 39 Battery Place, New York. Orario: 12/18 dal Mercoledì alla Domenica | |||
| THE FRICK COLLECTION (beh, ne I Viaggi di Repubblica dell'11 Giugno 2009 dc, il museo ha perso l'articolo...) | 1 East 70th Street, New York. | |||
| THE JEWISH MUSEUM | 1109 Fifth Avenue, New York. | |||
| THE JEWISH MUSEUM | 1109 Fifth Avenue, New York. | |||
| THE METROPOLITAN MUSEUM OF MODERN ART | 1000 Fifth Avenue, New York. Orario: 9,30/17,30, Lunedì chiuso | |||
| THE METROPOLITAN MUSEUM OF MODERN ART | 1000 Fifth Avenue, New York. Orario: 9,30/17,30-fino alle 21 Venerdì e Sabato e, Lunedì chiuso | |||
| THE METROPOLITAN MUSEUM OF MODERN ART | 1000 Fifth Avenue, New York. Orario: 9,30/17,30-fino alle 21 Venerdì e Sabato, Lunedì chiuso | |||
| THE SKYSCRAPER MUSEUM | 39 Battery place, New York. Orario: 12/18, Lunedì chiuso | |||
| WHITNEY MUSEUM OF AMERICAN ART | 945 Madison Avenue, New York. | |||
| PHILADELFIA MUSEUM OF ART | B. Franlin Parkway, Philadelfia. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| ANDY WARHOL MUSEUM | 117 Sandusky street. Pittsburgh. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| LEGION OF HONOR FINE ARTS MUSEUM OF SAN FRANCISCO | 34th Avenue, San Francisco. Orario: 9,30/17, Lunedì chiuso | |||
| (SANTA) BARBARA MUSEUM OF ART | 1130 State Street, (Santa) Barbara, California. Orario: 11/17, 12/17 la Domenica, Lunedì chiuso | |||
| THE PHILBROOK MUSEUM OF ART | 2727 South Rockford Road, Tulsa-Okla. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| BURKE MUSEUM OF NATURAL HISTORY AND CULTURE-UNIVERSITY OF WASHINGTON | North East 45ma 15ma Avenue North East, Seattle. Orario: 10/17, fino alle 20 il Giovedì | |||
| CORCORAN GALLERY OF ART | 500 17th Street, Washington. Orario: 10/17, Lunedì chiuso | |||
| NATIONAL GALLERY OF ART | Constitution avenue, Washington. Orario: 10/17 | |||
| NATIONAL GALLERY OF ART | Constitution avenue, Washington. Orario: 10/17, 11/18 la Domenica | |||
| NATIONAL MUSEUM OF WOMEN IN THE ARTS | 1250 New York avenue, e 13th St., Washington. Orario: 10-17 | |||
| NATIONAL MUSEUM OF AMERICAN HISTORY | Constitution Avenue, Washington. Orario: 10/17,30 | |||
| THE PHILLIPS COLLECTION | 1600 21st Street, Washington. Orario: 10/17, fino alle 20,30 il Giovedì, Lunedì chiuso | |||
| THE CLARK ART INSTITUTE | 225 Southstreet, Williamston, Massachusets. | |||
|
Repubblica Federale Italiana |
||||
|
Repubblica di Savoia |
||||
| CENTRO (SAINT)-BÉNIN | Via Festaz 27, Aosta. Orario: 9,30/12,30-14,30/18,30 | |||
| MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE | Piazza Roncas 1, Aosta. Orario indicativo: 9/19 | Rinascimento privato | Opere di artisti come Dosso Dossi, Brueghel e Tacca | Dal 12 Giugno all'1 Novembre 2010 dc |
|
Repubblica Piemontese |
||||
| PALAZZO ASPERIA | Via (S). Lorenzo 21, Alessandria | |||
| FILATOIO | Via Matteotti, Cuneo. Orario: Venerdì e Sabato 15/19,30, Domenica dalle 10 | |||
| IL FILATOIO | Via Matteotti 40, Caraglio (Cuneo) | |||
| PALAZZO SALMATORIS | Via Vittorio Emanuele (Quale: I, II o III?) 79, Cherasco (Cuneo) | |||
| VILLA PONTI | Via (San) Carlo 63, Arona (Novara). Orario: 10/12,30-14,30/19,30 | |||
| CASTELLO DI RIVOLI | Piazza Mafalda di Savoia, Torino | |||
| CENTRE CULTURAL FRANCAIS DE TURIN | Via Pomba 23, Torino. Orario: 13/20, 9/13 il Sabato, Domenica chiuso | |||
| GALLERIA MAZZOLENI-PALAZZO PANIZZA | Piazza Solferino 2, Torino. orario: 10/12,30-16/19,30, Lunedì chiuso | |||
| GAM-Galleria civica di Arte Moderna e contemporanea | Via Magenta 31, Torino | |||
| MUSEO DELLA RESISTENZA | Corso Valdocchio 4a, Torino | |||
| MUSEO DELL'AUTOMOBILE | Corso Unità d'Italia 40, Torino. Orario: 10/18,30, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DIFFUSO | Corso Valdocco 4/a, Torino. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI | Via Giolitti 36, Torino. | |||
| PALAZZINA DELLA PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI | Parco del Valentino-Via Balsamo Crivelli 11, Torino | |||
| PALAZZO BRICHERASIO | Via Lagrange 20, Torino. Orario valido al 21/4/2008 dc: Martedì/Domenica 9,30/19,30, Giovedì e Sabato 9,30/22,30 | |||
| PALAZZO CARIGNANO-MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA | Via Accademia delle Scienze 5, Torino. | |||
| PALAZZO CAVOUR | Via Cavour 8, Torino. Orario: 10/19,30, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO MADAMA | Palazzo Madama, Torino. Orario: 9.30/12-14.30/17.30, Lunedì chiuso | |||
| PINACOTECA GIOVANNI E MARELLA AGNELLI | Via Nizza 230, Torino. Orario: ? | |||
| PALAZZO EINAUDI | Chivasso (Torino). Orario: 10/12,30-15/18 | |||
| VILLA REMMERT | Via Rosmini 3, Ciriè (Torino). Orario: 10/19 | |||
| GALLERIA DATRINO | Via Balbo 34, Torre Canavese (Torino) | |||
| REGGIA DI VENARIA REALE | Piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino). www.lavenaria.it/ | |||
| CASTELLO DI RIVOLI-MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA | Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (Torino). Orario: 10/17, Sabato e Domenica fino alle 19, Lunedì chiuso | |||
| PINACOTECA | Torre Canavese (Torino). Orario: 10/12,30-15/18 | |||
| VILLA GIULIA (Sala degli Specchi) | Corso Zanitello 8, Verbania. Orario al 7/7/10 dc: Mercoledì/Venerdì 14.00/19.00, Sabato e Domenica dalle 11 | |||
| ARCA-CHIESA DI (SAN) MARCO | Vercelli | |||
| MUSEO FRANCESCO BORGOGNA | Via Borgogna 6/8, Vercelli. Orario: 10/12,30-15/18,30. Lunedì chiuso | |||
|
Repubblica Ligure |
||||
| GALLERIA IL VICOLO | Salita Pollaiuolo 24, Genova. Orario: 10/12,30-16/19,30 | |||
| PALAZZO DUCALE | Piazza Matteotti 9, Genova. Orario: 9/20, al Venerdì fino alle 23, Lunedì chiuso. www.palazzoducale.genova.it | |||
| PALAZZO DUCALE | Piazza Matteotti 9, Genova. Orario: 9/20, al Venerdì fino alle 23, Lunedì chiuso. | |||
| PALAZZO SPINOLA-GAMBARO | Via Garibaldi 2, Genova. Orario: 15/20, 10/20 Sabato e Domenica, Lunedì chiuso | |||
| UNIVERSITÀ CA' FOSCARI | Genova. | |||
| PALAZZO DORIA | Loano (Savona) | |||
|
Repubblica Lombarda |
||||
| MUSEO ADRIANO BERNAREGGI, PALAZZO MORONI, CHIOSTRO DI (S). FRANCESCO, BIBLIOTECA CIVICA ANGELO MAI | Bergamo | |||
| GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DELL'ACCADEMIA CARRARA | Via (S). Tommaso 52, Bergamo. | |||
| MUSEO STORICO DI BERGAMO | Piazza Mercato del Fieno 6a, Bergamo. Orario: 9,30/13,30-14/17,30, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DELLA RAGIONE | Piazza Vecchia, Bergamo Orario: 10/13-16/19, Sabato, Domenica e festivi 10/19, Lunedì chiuso | |||
| CASTELLO DEI CONTI CALEPIO | Castelli Calepio (Bergamo). Orario: 15/18, Sabato e Domenica 10/12,30-15/18 | |||
| ACCIAIERIE ARTE CONTEMPORANEA | Cortenuova (Bergamo). | |||
| MUSEO DELLA CITTA' | Via dei Musei 81/b, Brescia. Orario: 9/19, fino alle 22 il Venerdì, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DI (SANTA) GIULIA | Via Musei 81/b, Brescia. orario indicativo al 3 Giugno 2010 dc: da Luned' a Giovedì 9/19, da Venerdì a Domenica fino alle 20 | |||
| PALAZZO MARTINENGO | Via Musei 30, Brescia. Orario: 9,30/19,30 | |||
| VITTORIALE DEGLI ITALIANI | Gardone (Brescia) | Omaggio a D'Annunzio | Una serie di opere che racconteranno il Vate: tra gli altri Marinetti, De Chirico e Man Ray | Inaugurata all'inizio del 2010, e poi permanente |
| MUSEO ARCHEOLOGICO PAOLO GIOVIO | Piazza Medaglie d'oro 1, Como. Orario: 9,30/12,30-14/17, Lunedì chiuso. Telefono 0331/301037-0335/7059871 | |||
| VILLA COMUNALE | Via Regina 7, Como. Orario: da Martedì a Venerdì 15/19, Domenica e festivi 10/19 | |||
| VILLA OLMO | Via Cantoni 1, Como. | |||
| MUSEO CIVICO ALLA PONZONE | Cremona. Orario: 9/19, Domenica e festivi dalle 10, Lunedì chiuso | |||
| (SANTA) MARIA DELLA PIETÁ | Piazza Giovanni XXIII, Cremona. Orario: da Martedì a Sabato 9/19, Domenica 10/19, Lunedì chiuso | |||
| CASTELLO VISCONTEO | Viale Toselli, Legnano. Orario (chiuso 25/12/06 e 1/1/07)::da Martedì a Sabato 15/19, Domenica e festivi 10/13-15/19 | |||
| PALAZZO LEONE DA PEREGO | Via Gilardelli 10, Legnano | |||
| CHIESA DI (SAN) CRISTOFORO | Via Fanfulla 18, Lodi. Orario: 16,30/19, Lunedì chiuso | |||
| SALA ESPOSITIVA BIPIELLE CITY | Via Polenghi Lombardo 13, Lodi. Orario: 11/14-16/20 | |||
| CASA DEL MANTEGNA | Via Acerbi 4, Mantova. Orario: 10/13-15/19, Sabato e festivi 10/19, Lunedì chiuso | |||
| Fruttiere di PALAZZO TE | Mantova. Orario: Lunedì-Venerdì 9/19, Sabato e Domenica 8,30/19,30 | |||
| PALAZZO TE | Viale Te, Mantova. Orario valido al 21/4/08 dc (relativo al palazzo, le mostre temporanee hanno altro orario): da Martedì a Domenica 9/18, Lunedì 13/18 | |||
| PALAZZO DUCALE | Depositi di Corte Nuova, Lungolago Gonzaga, Mantova. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DELL'ALTO MANTOVANO | Villa Ippoliti, Gazoldo degli Ippoliti (Mantova). Orario: 10/12.30-15/18,30 | |||
| GALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA | Via Don Giovanni Bosco, Suzzara (Mantova). Orario: 10,30/12,30-16/19, Lunedì chiuso | |||
| ACCADEMIA DI BRERA | Via Brera 28 Milano-Sala Napoleonica. Orario 10/13-14/18, Sabato 10/13, Domenica chiuso | |||
| ARCHIVIO DI STATO | Via Senato 10, Milano. Orario: 9/17,30, Venerdì e Sabato fino alle 13,30, Domenica chiuso | |||
| ARENGARIO | Piazza Duomo 8, Milano. Orario: 9,30/17,30, Lunedì chiuso | |||
| ARTE GIAPPONE | Vicolo Ciovasso 1, Milano | |||
| BIBLIOTECA AMBROSIANA | Piazza (S). Sepolcro Milano Orario Martedì-Giovedì 10/17,30 Venerdì-Domenica 10/22 Lunedì chiuso | |||
| BIBLIOTECA DI VIA SENATO | Via Senato 14, Milano. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| CARTIERE VANNUCCI | Via Vannucci 16, Milano Orario: 12/19 tutti i giorni | |||
| CASTELLO SFORZESCO | Piazza Castello, Milano, Torre del Falconiere. Orario 9/17,30 | |||
| CASTELLO SFORZESCO | Piazza Castello, Milano, Museo delle Arti Decorative, Sale Panoramiche. | |||
| CASTELLO SFORZESCO | Piazza Castello, Milano | |||
| CASTELLO SFORZESCO | Sale del Tesoro della Biblioteca Trivulziana, Piazza Castello, Milano | |||
| CENTRO CULTURALE SVIZZERO | Via Vecchio Politecnico 1/3, Milano. | |||
| COMPAGNIA DI BELLE ARTI-CONTEMPORANEA | Via Olmetto 17, Milano. | |||
| FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA | Foro Buonaparte 50, Milano. | |||
| ENTROTERRA | Via Biancospini 2, Milano | |||
| FNAC MILANO | Ingresso da Via Torino, Milano, ex-Standa, indirizzo Via della Palla 2, Milano | |||
| FONDAZIONE METROPOLITAN | Ex-chiesa di (S). Paolo Converso, Corso Italia angolo Via (Santa) Eufemia, Milano. Orario: 10/19 | |||
| FORUM-FNAC | Via Torino angolo Via della Palla, Milano. Orario: Lunedì-Sabato 10/20, Domenica 14/20 | |||
| GALLERIA 70 | Via Moscova 27, Milano. Orario: Martedì/Sabato 10,30/12,30-15,30/19 | |||
| GALLERIA AIAP | Viale Col di Lana 12 Milano tel. 0228313453. Orario 14/18 da Lunedì a Venerdì, ingresso libero | |||
| GALLERIA ANTONIO BATTAGLIA ARTE CONTEMPORANEA | Via (San) Carpoforo 4 Milano | |||
| GALLERIA GRUPPO CREDITO VALTELLINESE | Corso Magenta 59, Milano. Orario: Lunedì-Sabato 12/19, Domenica chiuso | |||
| GALLERIA BLU | Via Senato 18, Milano. Orario 9,30/12,30-15,30/19,30 chiuso nei festivi | |||
| GALLERIA CARLA SOZZANI | Corso Como 10 Milano. Orario: 10,30/19,30, Lunedì 15,30/19,30, Mercoledì e Giovedì fino alle 21 | |||
| GALLERIA GRAZIA NERI | Via Maroncelli 14, Milano. | |||
| GALLERIA RICCOMINI | Via Amedei 5, Milano. Orario: 15/19, Domenica e Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA SALOMON & C. | Via (S). Damiano 2, Milano. Orario: Lunedì-Venerdì 9,30/13-14/18. | |||
| GALLERIA STANZA DEL BORGO | Via Turati 7, Milano. Orario: 10/13-15,30/19,30,Domenica e Lunedì mattina chiuso. | |||
| GALLERIA SENO | Via Ciovasso 11, Milano. Orario: Martedì-Sabato 11/13-15,30/19. | |||
| MARINO ALLA SCALA ART CENTER | Piazza Scala 5, Milano. Orario 10/20, Giovedì fino 22, Lunedì chiuso | |||
| MiCamera | Via Medardo Rosso 19, Milano | |||
| MUSEI DI PORTA ROMANA/GALLERIA ARTEUTOPIA | Viale Sabotino 22-26, Milano tel. 0258300528. Orario 10/20, Lunedì chiuso | |||
| MUSEI DI PORTA ROMANA/GALLERIA ARTEUTOPIA | Viale Sabotino 22-26, Milano tel. 0258300528. Orario 10/20, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO ARCHEOLOGICO | Corso Magenta 15, Milano. Orario: 9,30/17,30, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO BAGATTI VALSECCHI | Via (Santo) Spirito 10/Via (Gesù) 5 Milano. Orario 13/17, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DEL COLLEZIONISTA D'ARTE | Via Q. Sella 4, Milano. Orario: Lunedì-Venerdì 10/18, Sabato 10/14 | |||
| MUSEO DEL DUOMO | Piazza Duomo 14, Milano. Orario: 10/13,15-15/18 | |||
| MUSEO DELLA PERMANENTE | Via Turati 34, Milano. Orario: 10/18,30,Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DI STORIA CONTEMPORANEA | Via (S). Andrea 6 tel.02/8693549 Milano. Orario 9.30/17.30 Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DI STORIA NATURALE Aula Magna | Corso Venezia 55, Milano. Orario 9/18 tutti i giorni | |||
| MUSEO MINGUZZI | Via Palermo 11, Milano. Orario 10/18, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA "LEONARDO DA VINCI" | Via (San) Vittore 21, Milano. Orario: Martedì-Venerdì 9,30/16,50, Sabato e Domenica fino alle 18,20, | |||
| MUSEO POLDI PEZZOLI | Via Manzoni 12, Milano. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| NEPENTE ART GALLERY | Via Volta 15, Milano. Orario: Martedì-Sabato 15/19,30, Domenica e Lunedì chiuso | |||
| OPENSPACE | Palazzo dell'Arengario, via Marconi 1, Milano. Orario 11/17.30, Sabato e Domenica 14/17 | |||
| PAC-PADIGLIONE D'ARTE CONTEMPORANEA | Via Palestro14, Milano. Orario indicativo al 3/6/10 dc: 9,30/19,30, fino alle 22,30 il Giovedì, Lunedì 14,30/19,30 | |||
| PALAZZO BAGATTI VALSECCHI | Via (Santo) Spirito 10, Milano. Orario 10/13-15/19 nei feriali, 10/19 nei festivi. Ingresso 6 € | |||
| PALAZZO DELLA RAGIONE | Piazza dei Mercanti, Milano (difficile individuare il civico: se lo trovate prima di me fatemelo sapere...) | |||
| PALAZZO (FONDAZIONE) DELLE STELLINE | Corso Magenta 61, Milano. Orario 10/19 | |||
| PALAZZO ISIMBARDI | Corso Monforte 35, Milano. Orario: Lunedì-Sabato 10/13-14/18,30 | |||
| PALAZZO MORANDO | Via (S). Andrea 6 Milano. Orario 10/18, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO REALE | Piazzetta Reale 12, Milano. Orario indicativo: Martedì, Mercoledì e da Venerdì a Domenica 9,30-19,30, Lunedì 14,30/19,30, Giovedì 9,30/22,3 | Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi | 110 opere di Francesco De Rocchi (1902 dc-1978 dc), uno degli esponenti del movimento pittorico degli anni Trenta che usava esclusivamente colori chiari per esprimere inquietudine e ribellione | Dal 16 Giugno al 5 Settembre 2010 dc |
| PALAZZO REALE | Piazzetta Reale 12, Milano. Orario indicativo: Martedì, Mercoledì e da Venerdì a Domenica 9,30-19,30, Lunedì 14,30/19,30, Giovedì 9,30/22,30 | |||
| PALAZZO REALE | Piazzetta Reale 12, Milano. Orario indicativo: Martedì, Mercoledì e da Venerdì a Domenica 9,30-19,30, Lunedì 14,30/19,30, Giovedì 9,30/22,30 | |||
| PALAZZO REALE | Piazzetta Reale 12, Milano. Orario indicativo: Martedì, Mercoledì e da Venerdì a Domenica 9,30-19,30, Lunedì 14,30/19,30, Giovedì 9,30/22,30 | |||
| PINACOTECA DI BRERA | Via Brera 28, Milano. | |||
| PHOTOLOGY | Via Moscova 25, Milano. Orario: da Martedì a Sabato 11/19 | |||
| ROTONDA DELLA BESANA | Via Enrico Besana 12 Milano. Orario 9,30/18, Lunedì chiuso | |||
| SPAZIO GLOBE | Piazza Cinque Giornate, Milano. Orario: 11,30/01, il Lunedì fino alle 20,30 | |||
| SPAZIO GUICCIARDINI | Via Guicciardini 6 Milano. Orario: Lunedì-Venerdì 9,30/12,30-14,30/18,30 | |||
| SPAZIO OBERDAN | Viale Vittorio Veneto 2 Milano. Orario: 10/19,30, Martedì e Giovedì fino alle 22, Lunedì chiuso | |||
| SPAZIO OBERDAN | Viale Vittorio Veneto 2 Milano. Orario: 10/19,30, Martedì e Giovedì fino alle 22, Lunedì chiuso | |||
| TRIENNALE | Viale Alemagna 6 Milano. Orario indicativo 10,30/20,30, Lunedì chiuso | |||
| TRIENNALE | Viale Alemagna 6 Milano. Orario indicativo 10,30/20,30, Lunedì chiuso | |||
| TRIENNALE | Viale Alemagna 6 Milano. Orario indicativo 10,30/20,30, Lunedì chiuso | |||
| TRIENNALE BOVISA | Via Lambruschini 31, Milano. orario: 11-24, Lunedì chiuso | |||
| Parco di VILLA ARCONATI | Bollate (Milano). Orario: Sabato e Domenica | |||
| GALLERIE AUCHAN | Via Bettole 70, Cinisello Balsamo (Milano). Orario: 9/21 | |||
| MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA - VILLA GHIRLANDA | Via Frova 10, Cinisello Balsamo (Milano). Orario: Giovedì 15/23, Venerdì e Sabato fino alle 19, Domenica e festivi 10/19, chiusura estiva 11-24 Agosto | |||
| PIAZZA GRAMSCI | Cinisello Balsamo (Milano), Mostra all'aperto | |||
| VILLA SILVA GHIRLANDA | Via Frova 19, Sale delle Quadrerie, Cinisello Balsamo (Milano). Orario: Martedì/Sabato 15/19, Domenica e festivi 10-12/15-19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO CUSANO | Via Italia 2, Cusano Milanino (Milano). Orario:Martedì, Giovedì e Sabato 14,30/18, Domenica 14/19 | |||
| PALAZZO LEONE DA PEREGO | Via Gilardelli, Legnano (Milano) | |||
| MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA | Viale Padania 6, Lissone (Milano). Orario: Sabato e Domenica 10/12-15/19, Martedì. Mercoledì e Venerdì 15/19, Giovedì 15/23, Lunedì chiuso | |||
| CASCINA ROMA | (San) Donato Milanese (Milano). Orario: da Lunedì a Sabato 9,30/12,30-14,30/19, la Domenica si apre alle 10,30 e alle 16,30 | |||
| VILLA CASTELBARCO ALBANI | Vaprio d'Adda (Milano). Orario: da Lunedì a Mercoledì 15/20, Giovedì e Venerdì fino alle 23, Sabato e Domenica 10/20,30 | |||
| VILLA REALE | Viale Brianza 2, Monza. | |||
| CASA DEL MANTEGNA | Via Mazzini 17, Parma. Orario: 10/12,30-14,30/19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO PIGORINI | Strada Repubblica 29, Parma. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA | Via F. M. Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma) | |||
| CASTELLO VISCONTEO | Viale XI Febbraio 35, Pavia. Orario: 10/19, Giovedì fino alle 22, Sabato e Domenica fino alle 20, Lunedì chiuso. | |||
| CASTELLO DI SARTIRANA | Sartirana Lomellina, Pavia. Orario: Sabato 1 Settembre 2001 11/23, Domenica 2 Settembre 2001 10/20 | |||
| CASTELLO SFORZESCO (la stessa fonte- il supplemento Viaggi di Repubblica- lo definisce, nel numero del 30 Ottobre 2008 dc, "Castello Visconteo", ed in Internet sono presenti entrambe le definizioni. Sarebbe forse il caso di decidersi...magari chiamandolo semplicemente "Castello di Vigevano", dal momento che passò, insieme alla città di Vigevano, dai Visconti agli Sforza nel 1449: troppo difficile?) | Piazza Ducale, Vigevano (Pavia).Orario indicativo: 14/18, dal Venerdì alla Domenica fino alle 19, Lunedì chiuso | |||
| CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO | Piazza della Motta 4, Villa Mirabello, Varese. Orario della villa NON trovato nel sito del comune di Varese: 9,30/12,30-17/17,30. Domenica fino alle 13,30, Lunedì chiuso. | |||
| CIVICO MUSEO D'ARTE MODERNA | Via Cola di Rienzo, Varese | |||
| VILLA PANZA | Varese. Orario: 10/17,30, Lunedì chiuso | |||
| ROCCA BORROMEO | Via Rocca 10, Angera (Varese). Orario al 7/7/10 dc: dal 27 Marzo al 31 Ottobre 9.30/12.30-14.00/17.30; e, mistero dei misteri, durante il mese di Ottobre 09.3/12.3-14.0/17.00 (dal sito http://www.vareselandoftourism.it/) | Maioliche in Rocca | Grande raccolta di maioliche, ceramiche e porcellane del Settecento provenienti da Olanda, Francia e Germania | Fino al 31 Ottobre 2010 |
| MAGA (Museo d'Arte di Gallarate )-FONDAZIONE GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA SILVIO ZANELLA | Via de Magri 1, Gallarate (Varese) | |||
| MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA | Castello di Masnago (Varese), Via Cola di Rienzo 42 . | |||
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Repubblica Trentina |
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| CASTELLO DEL BUON CONSIGLIO | Via B. Clesio 5, Trento. Orario: 10/18 | L'avventura del vetro | Settecento oggetti in vetro tra il Rinascimento e i primi del Novecento | Fino al 7 Novembre 2010 dc |
| MUSEO G. CAPRONI | Via Lidomo 3, Trento. Orario: 9/13-14/17, 10/13-14/18 Sabato e Domenica, Lunedì chiuso | |||
| SALA ESPOSIZIONI DEL MUNICIPIO | FrazioneGionghi 107, Lavarone (Trento). Orario: 9,30/18 | |||
| MART ROVERETO | Corso Bettini 43, Rovereto (Trento). | |||
| CASTELLO DI STENICO | Stenico (Trento). Orario: 9/12-14/17,30 | |||
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Repubblica Sudtirolese |
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| CENTRO CULTURALE CLAUDIO TREVI | Via Cappuccini 28, Bolzano |
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| PALAZZO REALE | Bolzano | |||
| KUNST MERAN/O ARTE | Portici 163, Merano (Bolzano) |
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Repubblica Veneta |
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| MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI | Piazza Eremitani 8, Padova | |||
| PALAZZO DEL MONTE | Padova. Orario: 11/19 | |||
| PALAZZO ZABARELLA | Via (San) Francesco 27, Padova. Orario: 9,30/19,30, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DELLA RAGIONE | Piazza delle Erbe, Padova | |||
| CENTRO D'ARTE E CULTURA | Via Garibaldi 42, Piove di Sacco (Padova). Orario: Mattino ?-16/19,30, prefestivi, festivi e Mercoledì 10/12,30-16/19,30. | |||
| PALAZZO ROVERELLA | Via Laurenti 8, Rovigo | |||
| ATENEO (SAN) BASSO | Piazza (San) Marco, Venezia. Orario: 10/22 | |||
| CHIESA (SAN) STAE | Venezia. Orario: 11/19 | |||
| FONDAZIONE CINI | Isola di (S). Giorgio Maggiore, Venezia. Orario: 10/18 | |||
| GIARDINI DI CASTELLO e ARSENALE (Corderie e Artiglierie) | Venezia. Orario: 10/18 | |||
| GALLERIE DELL'ACCADEMIA | Venezia | |||
| MUSEO CORRER | Piazza (San) Marco 52, Venezia | |||
| PALAZZO FORTUNY | Piazza (San) Marco 378, Venezia | |||
| PALAZZO FRANCHETTI | Campo (S). Stefano, Venezia | |||
| PALAZZO GRASSI | Campo (San) Samuele 3231/Canal Grande, Venezia. Orario indicativo: 9/19 | |||
| PALAZZO QUERINI STAMPALIA | L'indirizzo non è chiaro nemmeno nel sito ufficiale, dovrebbe essere Castello 5252, Venezia. Orario: da Martedì a Domenica 10/19 | |||
| PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION (per l'inserto Viaggi di la Repubblica del 26 Aprile 2010 si chiama Museo Guggenheim...) | Dorsoduro 701, Venezia. Orario: 10/18 (chiuso il martedì e il 25 dicembre) | |||
| SPAZIO CULTURALE SVIZZERO | Campo (S). Agnese, Dorsoduro, Venezia. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA CONTEMPORANEO | Piazza Olivotti 2, Mestre (Venezia). Orario: 10/12,30-15/19. Lunedì chiuso | |||
| MUSEO NAZIONALE VILLA PISANI | Via Doge Pisani, Stra (Venezia) | Ottocento veneziano. Veneziano contemporaneo | La mostra analizza il rapporto tra la pittura veneziana dell'Ottocento e l'arte contemporanea | Fino al 26 Settembre 2010 dc |
| CENTRO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA SCAVI SCALIGERI | Cortile del Tribunale, Verona | |||
| GALLERIA D'ARTE MODERNA PALAZZO FORTI | Vicolo Volto due Mori 4 (Corso (Sant)'Anastasia), Verona. Orario: 9/19, Sabato e Domenica fino alle 20, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DELLA RAGIONE | Piazza dei Signori 1, Verona
(secondo
http://www.milanodabere.it/verona/ palazzi/palazzo_della_ragione.html ), Piazza delle Erbe senza numero civico, Verona (secondo http://www.exibart.com/profilo/ sedev2.asp/idelemento/8879 ) |
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| STUDIO LA CITTÁ | Lungadige Galtarossa 21, Verona | |||
| MUSEO PALLADIO | Palazzo Barbaran da Porto, Vicenza. Orario: 10/18, Lunedì chiuso | |||
| HOTEL VILLA MMICHELANGELO-Sala dei Gioielli | Arcugnano (Vicenza). | |||
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Repubblica Friulana |
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| PALAZZO ATTEMPS-PETZENSTEIN | Piazza De Amicis 2, Gorizia. orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DELLA TORRE | Via Carducci 2, Gorizia | |||
| GALLERIA COMUNALE D'ARTE CONTEMPORANEA DI MONFALCONE | Piazza Cavour, Monfalcone (Gorizia) | |||
| NUOVA SEDE DELLA PROVINCIA DI PORDENONE | Piazza Sarzano 35r, Pordenone. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| CASA DEI CARRARESI | Via Palestro 33/35, Treviso. Orario: Lunedì, Martedì e Giovedì 9/20, Mercoledì, Venerdì e Domenica fino alle22, Sabato fino alle 24 | |||
| PALAZZO GIACOMELLI | Piazza Garibaldi 13, Treviso. Orario: 9/12-14,30/19, Lunedì mattina chiuso | |||
| PALAZZO SARCINELLI | Palazzo Sarcinelli, Treviso. Orario: 9/13-15/19, Lunedì chiuso | |||
| BROLO CENTRO D'ARTE E CULTURA | Via Rozone e Vitale 5, Mogliano Veneto (Treviso). orario: 10/19, da Venerdì a Domenica fino alle 21, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO E GIPSOTECA CANOVA | Possagno (Treviso) | |||
| PALAZZO GOPOCEVIC | Via Rossini 4, Trieste. Orario: 9/19 | |||
| STAZIONE MARITTIMA | Molo Bersaglieri 3, Trieste. Orario:9/15-15/20 | |||
| CASTELLO, GALLERIA D'ARTE ANTICA | Via Manin,, Udine. | Gianbattista Tiepolo tra scherzo e capriccio | Opere grafiche e tele | Dal 21 Maggio al 31 Ottobre 2010 dc |
| CHIESA DI (SAN) FRANCESCO | Udine. Orario: 9,30/12,30-15/18, chiuso i Lunedì e i pomeriggi festivi | |||
| VILLA MANIN | Piazza Manin 10, Passariano (Udine) Orario: 10/20 fino al 31 Maggio, fino alle 22 dall1 Giugno al 27 Luglio, Lunedì chiuso | |||
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Repubblica Emiliana Romagnola |
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| GALLERIA D'ARTE MODERNA | Piazza Costituzione 3, Bologna. Orario: 10/19, Lunedì dalle 13 alle 19 | |||
| GALLERIA DE' FUSARI | Via de' Fusari 7a, Bologna | |||
| EX-CHIESA DI (S). MATTIA | Via (S). Isaia 4A, Bologna. Orario: 10/19 | |||
| MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO | Via dell'Archiginnasio 2, Bologna. Orario: 9/18,30, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO CIVICO DEL RISORGIMENTO | Piazza G. Carducci 5, Bologna. Orario: 8,30/13,30, Domenica chiuso | |||
| MUSEO DI PALAZZO POGGI | Via Zamboni 33, Bologna. | |||
| PALAZZO DI RE ENZO E DEL PODESTÁ | Piazza del Nettuno, Bologna. Orario: 9/19 | |||
| PINACOTECA NAZIONALE DI BOLOGNA | Via delle Belle Arti 56, Bologna. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| VILLA PALEOTTI ISOLANI | Via Savenna Superiore, Minerbo (Bologna). Ingresso su prenotazione telefonica allo 051/6610385 | |||
| GALLERIA COMUNALE D'ARTE DI CESENA | Dov'è? Chiedetelo a la Repubblica.... | |||
| PALAZZO DEL RIDOTTO | Cesena. Orario: 9,30/12,30-16/19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DEI DIAMANTI | Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara. | |||
| FONDAZIONE DINO ZOLI ARTE CONTEMPORANEA | Via Bologna 288, Forlì | |||
| MUSEI (SAN) DOMENICO | Forlì | |||
| GRANAI DI VILLA MIMBELLI | Livorno | |||
| GALLERIA CIVICA DI MODENA-PALAZZO (SANTA) MARGHERITA | Corso Canal
Grande 103, Modena. Orario Invernale Martedì-Venerdì
10,30/13,00-15,00/18,00; Sabato, Domenica e festivi 10,30/18,00 Orario Primaverile Martedì-Domenica, festivi inclusi 10,30/13,00-16,00/19,30, Lunedì chiuso |
|||
| GALLERIA DELLE COLONNE | Largo 8 Marzo 9, Parma. Orario: 9,30/13-15,30/18 | |||
| FONDAZIONE MAGNANI ROCCA | Via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversolo (Parma). Orario: Martedì-Domenica 10/18, Lunedì chiuso | |||
| SALONE SCUDERIE IN PILOTTA | Piazza Bodoni 5, Parma | |||
| COMPLESSO DI (SAN) NICOLÒ | Via Rondinelli 6, Ravenna | |||
| MUSEO D'ARTE DELLA CITTA' | Loggetta Lombardesca, via di Roma 13, Ravenna. Orario indicativo: 9/18, Lunedì chiuso | |||
| AI VOLTONI DEL GUAZZATOIO DEL PALAZZO DELLA PILOTTA | Piazza della Pilotta, Reggio Emilia. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO MAGNANI | Corso Garibaldi 31, Reggio Emilia. | |||
| PALAZZO BENTIVOGLIO | Gualtieri (Reggio Emilia). | |||
| CASTEL SISMONDO | Rimini. Orario: 9,30/19, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA-VILLA FRANCESCHI | Via Gorizia 2, Riccione (Rimini). Orario (dal sito www.teknemedia.it/ - se qualcuno ci capisce qualcosa...): mar/dom h. 20.00/23.00; mar-gio h.8.30/12.30 | |||
| PARCO OLTREMARE | Collina di Riccione (Rimini) | |||
| VILLA MUSSOLINI | Via Milano 31, Riccione (Rimini) | |||
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Repubblica Toscana |
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| GALLERIA COMUNALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA | Piazza (S.) Francesco 4, Arezzo. Orario: 10/13-16/19,30, Sabato, Domenica e festivi 10/20, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA | Piazza (S.) Francesco 4, Arezzo. Orario: 10/13-16,30/19,30, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO CHIARINI | Via Cesalpino 15, Arezzo. Orario: 14/18, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO DEI PRIORI | Piazza della libertà 9, Arezzo. Orario: 10,30/18,30, 10/19 Sabato e Domenica | |||
| CASA MASACCIO, ARTE CONTEMPORANEA | Cprso Italia 105, (S.) Giovanni Valdarno (Arezzo). Orario: 16/19 nei feriali, 10/12-16/19 nei festivi, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO CIVICO | Via N. Aggiunti 65, (San) Sepolcro (Arezzo). | |||
| PALAGIO FIORENTINO-PINACOTECA COMUNALE D'ARTE CONTEMPORANEA | Via Vittorio Veneto, Stia (Arezzo). Orario: Venerdì-Domenica 10,30/13,00-16,00/19,00 Martedì-Giovedì 16,00/19,00 Lunedì chiuso | |||
| BRANCOLINI GRIMALDI ARTE CONTEMPORANEA | Lungarno Acciaiuoli 4, Firenze. Orario: 10/13-15/19 | |||
| CASA BUONARROTI | Via Ghibellina 70, Firenze. Orario indicativo: 9,30/14, Martedì chiuso | Una gloria europea | In mostra le tele che Pietro Berrettini, più noto come Pietro da Cortona, realizzò nella città toscana, in cui soggiornò, abitando anche in casa Buonarroti,tra il 1637 dc e il 1647 dc | Dal 23 Giugno all'11 Ottobre 2010 dc |
| GALLERIA DEGLI UFFIZI | Via Ninna 5, (già, ma per I Viaggi di Repubblica, consultato nel numero dell'11 Giugno 2009 dc, l'indirizzo è Piazza degli Uffizi...) Firenze. Orario indicativo: 8,15/18,50, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA DELL'ACCADEMIA | Firenze. Orario: 8,15/18,50, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA FALTERI | Via della Spada 38/r, Firenze | |||
| GALLERIA MORETTI | Palazzo Nicolini in piazza Ottaviani 17r, Firenze. Orario: 10/20, Domenica chiuso | |||
| GALLERIA PALATINA DI PALAZZO PITTI | Piazza Pitti, Firenze. Orario indicativo: 8,15/18,50, Sabato fino alle 22, Domenica fino alle 19, Lunedì chiuso. | |||
| ISTITUTO E MUSEO DI STORIA DELLA SCIENZA | Piazza dei Giudici 1, Firenze. Orario indicativo: 9,30/17, fino alle 13 il Martedì, aperto la seconda Domenica di ogni mese | |||
| ISTITUTO E MUSEO DI STORIA DELLA SCIENZA | Piazza dei Giudici 1, Firenze. Orario indicativo: 9,30/17, fino alle 13 il Martedì, aperto la seconda Domenica di ogni mese | |||
| ISTITUTO NIELS STENSEN | Viale Don Minzoni 25/a, Firenze | |||
| MUSEO DEGLI ARGENTI DI PALAZZO PITTI | Piazza Pitti, Firenze. Orario indicativo: 8,15/18,50, Sabato fino alle 22, Domenica fino alle 19, Lunedì chiuso. | |||
| MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO | Via del Proconsolo 4, Firenze | |||
| PALAZZO ANTINORI | Piazza Antinori 3, Firenze. Orario indicativo: 10/19,30, Domenica chiuso | |||
| PALAZZO MEDICI RICCARDI | Via Cavour 3, Firenze. Orario indicativo: 9/19, Mercoledì chiuso | |||
| PALAZZO STROZZI | Piazza Strozzi 1, Firenze (per trovare il civico, inesistente perfino nel sito ufficiale, ho dovuto scandagliare diverse pagine in Internet: roba da matti!). Orario: 9/20, Giovedì 9/23 | |||
| PALAZZO VECCHIO-SALA D'ARME | Piazza della Signoria 1, Firenze. Orario indicativo: 10/20 | |||
| THE FLORENCE ACADEMY OF ART | Piazza Porta al Prato 37, Firenze | |||
| VILLA E GIARDINO BALDINI | Costa (San) Giorgio 2, Firenze | |||
| FONDAZIONE MONTANELLI | Via (San) Giorgio 2, Fucecchio (Firenze) | |||
| PALAZZO STRIGELLI E CASA PAGLIAZZI | Palazzolo sul Senio (Firenze). | |||
| MUSEO ARCHEOLOGICO | Palazzo del Podestà in Piazza Garibaldi, Massa Marittima (Grosseto) | Sezione preistorica | Nella sezione preistorica del museo ci sono reperti del Paleolitico e dell'Età del Rame rinvenuti nel territorio circostante Ricostruita una grotta a dimensioni naturali come quelle preistoriche abitate nella zona, notoriamente carsica e ricca di cavità di notevoli dimensioni ed interesse, tra cui il complesso del Corchia | Esposizione permanente |
| VILLA MIMBELLI, MUSEO FATTORI | Via (S.) Jacopo in Acquaviva 65, Livorno. Orario: 10/13-17/23 | |||
| CASTELLO PASCQUINI | Piazza della Vittoria, Castiglioncello (Livorno) | |||
| FORTE MEDICEO | Marina di Bibbona (Livorno) | |||
| FONDAZIONE RAGGHIANTI | Via (S.) Micheletto 3, Lucca. Orario indicativo: 10/13-15/18, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA BACCI DI CAPACI | Via del Battistero 15, Lucca | |||
| MUSEO ITALIANO DEL FUMETTO (che per i Viaggi di Repubblica dell'11 Giugno 2009 dc è semplicemente Museo del Fumetto) | Piazza (San) Romano 4, Lucca | |||
| PALAZZO DUCALE | Piazza Napoleone, Lucca. Orario: 10/12,30-15/19,30, Martedì chiuso | |||
| REAL COLLEGIO | Piazza del Collegio, Lucca | |||
| CHIOSTRO (SANT)')AGOSTINO | Pietrasanta (Lucca) | |||
| PALAZZO MEDICEO | Via del Palazzo, Serravezza (Lucca) | |||
| CENTRO MATTEUCCI PER L'ARTE MODERNA | Via G. D'Annunzio 28, Viareggio (Lucca). Orario: Giugno-Agosto 2010 dc Lunedì-Venerdì 17.30/23.30, Sabato e Domenica 10.00/13.00-17.00/23.30; Settembre 2010 dc Lunedì-Domenica 10.00/13.00 -16.00/20.00 | Da Fattori a Casorati. Capolavori della collezione Ojetti | Tra gli altri sono esposti Fattori, Casorati, Signorini e Pellizza da Volpedo | Fino al 12 Settembre 2010 dc |
| GALLERIA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA LORENZO VIANI | Palazzo delle Muse, Piazza Mazzini 22, Viareggio (Lucca). Orario al 7/7/2010 dc: Martedì/Venerdì 9.00/13.00 e, mistero dei misteri, Giovedì/Domenica 15.30/19.30 (dal sito ufficiale www.gamc.it ) | Galileo Chini e la Toscana | Nel centenario del Liberty in mostra le opere dell'artista (1873 dc-1956 dc), che fu pittore, ceramista, scenografo e grafico | Dal 10 Luglio al 5 Dicembre 2010 dc |
| PALAZZO BLU | Lungarno Gambacorti, Pisa | |||
| PALAZZO LANFRANCHI | Lungarno Galileo Galillei 9, Pisa. Orario: 10/13-15/18 | |||
| VILLA IL POGGIO, UFFICIO CULTURA COMUNALE | Villa Il Poggio, Crespina (Pisa). Orario: 10/12,30-15/20, Lunedì chiuso. | |||
| MUSEO PIAGGIO GIOVANNI UMBERTO AGNELLI | Via Rinaldo Piaggio 7, Pontedera (Pisa) | |||
| PALAZZO DEI PRIORI | Volterra (Pisa) | |||
| CENTRO LUIGI PECCI | Viale della Repubblica 277, Prato | |||
| MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO | Via (S). Chiara 24, Prato | |||
| BIBLIOTECA COMUNALE DEGLI INTRONATI | Siena | |||
| COMPLESSO MUSEALE (SANTA) MARIA DELLA SCALA | Piazza Duomo 2, Siena. Orario: 10,30-18,30 | |||
| MAGAZZINI DEL SALE DEL PALAZZO COMUNALE | Siena | |||
| PALAZZO CHIGI SARACINI | Via di Città 89, Siena. Orario: 9/19,30 | |||
| MUSEO CIVICO PINACOTECA CROCIANI, PALAZZO DEL CAPITANO E LOGGE DELLA MERCANZIA | Montepulciano (Siena) http://www.museisenesi.org | Macchiaoli a Montepulciano. Capolavori e inediti privati | 70 opere raccontano uno dei movimenti artistici che più seppe innovare il linguaggio figurativo tra Ottocento e Novecento | Fino al 26 Settembre 2010 dc |
| SALA QUADRI, PALAZZO COMUNALE | Poggibonsi (Siena). Orario: 17,30/19,30, i festivi anche 10,30/12,30 | |||
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Repubblica di Sardegna |
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| CENTRO COMUNALE D'ARTE E CULTURA EXMÁ | Via (S). Lucifero 71, Cagliari. Orario: 10/13-17/22, Lunedì chiuso | |||
| IL GHETTO | Via (Santa) Croce 18, Cagliari. Orario: 10,30/13-15,30/20,30, Sabato fino alle 22, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZINA BELLAVISTA DI MONTEPONI | Iglesias (Cagliari). Orario: 10/21, fino alle 22 Sabato e Domenica, Lunedì chiuso | |||
| MAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO (per i soliti di la Repubblica a volte, nel nome indicato, manca la provincia e la scritta "Museo" unita a "man") | Via Satta 15, Nuoro (per la Repubblica il civico a volte è il 27....) | |||
| FONDAZIONE LOGUDORO MELIOGU | Via Marongiu 30, Banari (Sassari). Orario: 16,30/20, Lunedì chiuso | |||
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Repubblica Umbra |
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| PALAZZO BALDESCHI AL CORSO | Corso Vannucci 66, Perugia | |||
| PALAZZO DELLA PENNA | Via Podiani, Perugia | |||
| MUSEO DELLA CIVILTÁ DELL'ULIVO | Largo Don Bosco, Trevi (Perugia) | |||
| ROCCA | Piazza Fortebraccio, Umbertide (Perugia) | |||
| PALAZZO DEL PERDONO | Piazza Garibaldi 1, Assisi | |||
| PALAZZO VITELLI | Città di Castello (Perugia). Orario: 9/13-16/19 | |||
| VILLA FIDELIA | Via Centrale Umbra (Via Flaminia), Spello (Perugia). Orario: 10,30/19, Lunedì chiuso | |||
| TREVI ART MUSEUM | Trevi (Perugia). Orario: 16/20 | |||
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Repubblica delle Marche |
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MOLE VANVITELLIANA |
Banchina da Chio, Ancona. |
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CHIOSTRO DI (SAN) FRANCESCO |
Serra de' Conti (Ancona). Orario: 15/19 il Sabato, 10,30/12,30-15/19 la Domenica |
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| ex-CHIESA DI (SANT)'AGOSTINO | Corso Annibal Caro, Civitanova Marche (Macerata). | |||
| PALAZZO RUBINI VESIN | Via Umberto I, Gradara (Pesaro e Urbino) | |||
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Repubblica d'Abruzzo |
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| MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE VILLA FRIGERJ | Chieti | |||
MUSEO MICHETTI |
Piazza S. Domenico 1, Francavilla a Mare (Chieti) |
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| PALAZZO D'AVALOS | Vasto (Chieti) | |||
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Repubblica del Lazio |
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| ACCADEMIA BELGICA | Via Omero 8, Roma | |||
| ACCADEMIA DI FRANCIA | Villa Medici, Trinità dei Monti, Roma | Ingres-Kelly | Il confronto tra l'artista neoclassico (1780 dc-1867 dc) e il neoespressionista contemporaneo | Fino al 26 Settembre 2010 dc |
| AMERICAN ACADEMY IN ROME | Via Angelo Masina 5, Roma. Orario: 11/13-14/19, 11/18 Sabato e Domenica, Lunedì chiuso | |||
| ASSOCIAZIONE CULTURALE MONCADA | Via Margutta 54, Roma. Orario: 16/20, Sabato e Domenica chiuso, la mattina su appuntamento | |||
| AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA | Viale de Coubertain 30, Roma..Il civico l'ho dovuto cercare con Google perché i molto precisi redattori del supplemento i Viaggi di Repubblica se ne sono infischiati | |||
| CAMERA DEI DEPUTATI | Piazza di Montecitorio 12, Roma | |||
| CASA DEL CINEMA | Largo Mastroianni, Roma | |||
| CASA DI GOETHE | Via del Corso 18, Roma | |||
| CENTRALE MONTEMARTINI | Via Ostiense 106, Roma | |||
| CENTRO SOCIALE ANZIANI TERESA FRASSINELLI | Via Porta Furba 62, Roma | |||
| CHIOSTRO DEL BRAMANTE | Via della Pace, 5 - Complesso Monastico di (S). Maria della Pace, Roma. Orario: 10/19, Sabato fino alle 23, Lunedì chiuso | |||
| CINECITTÁDUE ARTE CONTEMPORANEA | Viale Palmiro Togliatti 2, Roma. Orario indicativo: lunedì-domenica 10/20 | |||
| COLOSSEO | Roma | |||
| COMPLESSO DEL VITTORIANO | Via di (S). Pietro in Carcere, Roma. | Nino Migliori. Ritorno agli anni Cinquanta | Il fotografo nato nel 1926 dc è tra i più attenti testimoni della trasformazione sociale degli anni Cinquanta | Dal 9 Luglio al 5 Settembre 2010 dc |
| COMPLESSO DEL VITTORIANO | Via di (S). Pietro in Carcere, Roma. | |||
| EX CARCERE DI CARLO FONTANA | Via di (S). Michele 25, Roma. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA BORGHESE | Piazzale Scipione Borghese, Roma | |||
| GALLERIA IL SEGNO | Via Capo Le Case 4, Roma. Orario: ? | |||
| GALLERIA NAZIONALE D'ARTE ANTICA | Palazzo Barberini, Via Barberini 18, Roma. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA | Viale delle Belle Arti 131, Roma. orario: 8,30/19,30, Lunedì chiuso | |||
| GALLERIA TONDINELLI | Via Quattro Fontane 128/a, Roma | |||
| GALLERIE DI VILLA MEDICI | Viale Trinità dei Monti 1, Roma | |||
| ISTITUTO GIAPPONESE DI CULTURA | Via A. Gramsci 74, Roma | |||
| ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA | Via della Stamperia 6, Roma. Orario: 10/17, fino alle 14 il Sabato, Domenica e Lunedì chiuso | |||
| MAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO | Via Guido Reni 6, Roma. Orario: 11/19 | |||
| MUSEI CAPITOLINI | Piazza del Campidoglio, Roma | L'età della conquista | Attraverso molte sculture l'analisi della vita e dell'arte greca e romana all'epoca della conquista romana dell'Egeo | Fino al 5 Settembre 2010 dc |
| MUSEO BONCOMPAGNI LUDOVISI | Via Boncompagni 18, Roma | |||
| MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO | Via di S. Pietro in Carcere, Roma. Orario: 9,30/19,30, Venerdì e Sabato fino alle 23 | |||
| MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA | Via Aldrovandi 18, Roma | |||
| MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA | Via Reggio Emilia 54, Roma. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DEL CORSO | Via del Corso 320, Roma. Orario: 10/20, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE | Piazza (S). Egidio 1/b, Roma. Orario: 10/20, Lunedì chiuso. | |||
| MUSEO HENDRICK CHRISTIAN ANDERSEN | Via P. S. Mancini 20, Roma. Orario: 9/19,30, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO LABORATORIO DI ARTE CONTEMPORANEA-UNIVERSITA' LA SAPIENZA | Piazzale. Aldo Moro 5, Roma. Orario: 10/20, Sabato e Domenica chiuso | |||
| MUSEO NAZIONALE DI CASTEL (S). ANGELO | Castel (S.) Angelo, Roma. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO CARPEGNA | Piazza. dell'Accademia di (S.) Luca, Roma | |||
| PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI | Via Nazionale 194, Roma. Orario indicativo: 10/21, Martedì chiuso | |||
| PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI-Spazio Fontana | Via Milano 13, Roma | |||
| PALAZZO DEL QURINALE | Sala delle Bandiere, piazza del Quirinale, Roma | |||
| PALAZZO GIUSTINIANI | Via Giustiniani 11, Roma. Orario: 9,30/21 da Lunedì a Mercoledì, 9,30/23 da Giovedì a Sabato | |||
| PALAZZO VENEZIA | Via del Plebiscito 118, Roma. Orario indicativo: 8,30/18,30, Lunedì chiuso. | La forma del Rinascimento | A confronto la scultura di tre grandi: Donatello, Andrea Bregno e Michelangelo | Dal 16 Giugno al 5 Settembre 2010 dc |
| SALE DEL BRAMANTE | Piazza (S). Maria del Popolo, Roma. Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
| SCUDERIE DEL QUIRINALE | Via XXIV Maggio 16, Roma. | |||
| TEATRO DEI DIOSCURI | Via Piacenza, Roma. Orario: 9/19 | |||
| TEMPIO DI ADRIANO | Piazza di Pietra, Roma. Orario: 9,30/19 | |||
| PALAZZO CHIGI | Piazza di Corte 14, Ariccia (Roma). Orario: 10/19, Lunedì chiuso | |||
MUSEO CIVICO UMBERTO MASTROIANNI |
Piazza Matteotti 13, Marino (Roma) |
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| VILLA D'ESTE | Piazza Trento 5, Tivoli (Roma). Orario indicativo: Martedì/Domenica - Marzo 8.30/17.15 - Aprile 8.30/18.30, Lunedì chiuso | |||
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Repubblica Pugliese |
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| PINACOTECA PROVINCIALE | Via Spalato 19, Bari | |||
| SALA MURAT | Bari | |||
| GALLERIA NAZIONALE DELLA PUGLIA | Palazzo Sylos Calò, Via Gian Donato Rogadeo, Bitonto (Bari) | |||
| GALLERIA CIVICA D'ARTE MODERNA | Via C. Positano 6, Noicattaro (Bari). Orario: 9/12-16,30/19,30 | |||
PALAZZO DELLA MARRA-PINACOTECA GIUSEPPE DE NITTIS |
Via Cialdini, Barletta |
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MUSEO PROVINCIALE SIGISMONO CASTROMEDIANO |
Via Gallipoli 28, Lecce |
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Repubblica Campana |
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| PALAZZO REALE | Caserta. Orario: 9,30/19,30, Lunedì chiuso | |||
| CASINA POMPEIANA | Riviera di Chiaia, Napoli. Orario: 9/19, Domenica chiuso | |||
| CASTEL DELL'OVO (per "Viaggi" de "la Repubblica" risulta "Castel Nuovo".....) | Via Luculliana, Napoli. | |||
| CASTEL (SANT)'ELMO | Via Tito Angelini 20, Napoli. | |||
| CASTEL (SANT)'ELMO | Via Tito Angelini 20, Napoli. | |||
| MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI | Piazza Museo 19, Napoli. | Napoli, la città e il mare | La storia della città ai tempi dei Bizantini. Esposte anche decorazioni architettoniche ritrovate da poco tempo. | Dal 22 Maggio al 20 Settembre 2010 dc |
| MUSEO DI CAPODIMONTE | Via Milano 2, Napoli | |||
| MUSEO DI SAN MARTINO | Largo San Martino 8, Napoli. Orario: 9/19, Lunedì chiuso | |||
| MUSEO MADRE | Napoli | |||
| MUSEO PIGNATELLI | Riviera di Chiaia 200, Napoli. Orario: 9/14, Lunedì chiuso | |||
| PALAZZO REALE | Piazza Municipio, Napoli | |||
| TEATRO AUGUSTEO | Riviera di Chiaia 215, Napoli. Orario: 17/24 | |||
PALAZZO DEI CONGRESSI |
Vico Sella Orte 1, Capri (Napoli). |
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MUSEO DIOCESANO (SAN) MATTEO |
Salerno |
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Repubblica Lucana |
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| GALLERIA CIVICA (Comunale) di Palazzo Loffredo | Piazza Pignatari, Potenza (nemmeno nel sito del Comune di Potenza è indicato il civico, mentre nel sito http://www.exibart.com/ la Galleria Civica risulta in Largo Duomo-viva la precisione!) | |||
| MUSEO PROVINCIALE | Via Lazio, Potenza. Orario: 9/13,30-16/21 | |||
| PINACOTECA PROVINCIALE | Via Lazio 8, Potenza. Orario: 9/13,30-16/21 | |||
| SALA CARLO LEVI di PALAZZO LANFRANCHI | Potenza. | |||
| CASTELLO NORMANNO-SVEVO | Melfi (Potenza) | |||
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Repubblica di Calabria |
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COMPLESSO MONUMENTALE DI (SAN) GIOVANNI |
Catanzaro. |
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| MARCA (Museo Arti Catanzaro) | Via A. Turco 63, Catanzaro | |||
GALLERIA NAZIONALE |
Cosenza. |
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CASTELLO ARAGONESE |
Reggio Calabria. Orario: 9/17, Lunedì chiuso |
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|
VILLA GENOESE ZERBI |
Via Zaleuco, 16, Reggio Calabria. |
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|
Repubblica Siciliana |
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| FONDAZIONE SCIASCIA | Castello Chiaramontano, Racalbuto (Agrigento). Orario: 9/13-16/20 | |||
| GALLERIA D'ARTE MODERNA LE CIMINIERE | Viale Africa, Catania | |||
| ALBERGO DELLE POVERE | Corso Calatafimi 217, Palermo. Orario: 9,30/19, Lunedì chiuso | |||
| ASSOCIAZIONE CULTURALE SESSANTUNO | Via XX Settembre 61, Palermo | |||
| CIVICA GALLERIA D'ARTE MODERNA | Complesso di (Sant')Anna, Palermo | |||
| MUSEO DIFFUSO RISO | Corso Vittorio Emanuele (Quale: I, II o III?) 365, Palermo | |||
| PARCO DI VILLA TRABIA | Palermo. Orario: 9/18,30 | |||
| PALAZZO FORCELLA DI SETA | Piazza Kalsa, Palermo | |||
| PALAZZO SANT'ELIA | Via Maqueta 89 (lo stesso supplemento i Viaggi di Repubblica del 22 Gennaio 2009 riporta il civico 81...), Palermo | |||
| MUSEO CIVICO DON GIUSEPPE GUARNIERI | Caltavuturo (Palermo) | |||
| CHIESA DEL COLLEGIO DEI GESUITI | Via Landolina 7, Siracusa. Orario: 10/22, Lunedì chiuso | |||
| CONVENTO DEL CARMINE | Piazza del Carmine, Marsala (Trapani) | |||
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